Commemorazione per la decima ricorrenza Hatakeyama Goro – invito da Kobukan dojo e MuShinKan

Segnalo l’evento ed estendo l’invito a partecipare a pratica e TAIKAI.

Cliccando sull’immagine precedente potete scaricare il programma, qui di seguito l’invito, ritoccato solo un pochino per integrare due messaggi.

Cari Maestra/o, Istruttrice/Istruttore, compagna/o d’armi del Katori Shinto Ryu.

il prossimo 8 dicembre saranno dieci anni dalla morte del Maestro Goro Hatakeyama (da ciò abbiamo intitolato 10 inverni), durante questo tempo sono successe molte cose e ciascuno di noi ha seguito il proprio percorso, come peraltro il Maestro aveva previsto poco prima della sua dipartita, anche al di fuori del suo insegnamento.

Vi scriviamo perché crediamo che questo “anniversario” rappresenti una buona occasione per ritrovarci tutti insieme come quando il Maestro era vivo incontrandoci nella pratica, ma non solo.

Abbiamo pensato ad un incontro per ricordarlo rispettosamente ed onorare la sua memoria, riconoscendo che ha insegnato sempre in modo generoso e disinteressato. Un gesto di rispetto ed affetto, per ripercorrere e ribadire quanto abbiamo in comune, la sua pratica e le forme, così come ce le ha mostrate e come le hanno tradotte e le trasmettono i suoi interpreti, gli attuali maestri italiani che vorranno partecipare, e volendo offrire a ciascuno dei presenti l’opportunità di entrare nuovamente in contatto con quella visione e quello spirito. Una occasione di incontro anche per chi non pratica più e vorrebbe comunque essere presente.

Sarà quindi possibile partecipare all’allenamento del sabato pomeriggio e/o partecipare, il giorno successivo, alle dimostrazioni anche portandone una propria individuale o di gruppo, oppure, semplicemente, assistere al Taikai della domenica.

Per piacere fateci sapere se sarete insieme a noi e come preferite partecipare quanto prima e al massimo entro il 30 Novembre 2019, indicando i partecipanti per ogni parte ed eventuali note informative (come ad esempio specifici regimi alimentari, intolleranze, patologie, etc.)

Speriamo di incontrarvi

MuShinKan e Kobukan dojo

Per contatti:

Carlo Hogaku carlo.hogaku@gmail.com
Rodolfo ilrude@yahoo.it

La bellezza delle nostre cicatrici

Il kintsugi (“riparare con l’oro”) è un’arte giapponese che consiste nell’uso di lacca e oro in polvere d’oro per la riunire i cocci di vasellame in ceramica. L’oggetto che si ottiene riunendo i frammenti è più prezioso di quello che è andato rotto, ogni ceramica riparata mostra un differente disegno di linee dorate ed unico e irripetibile. Scontatamente è fortissima la poetica del riunire ciò che si è spezzato e che non può essere riportato alla stessa integrità precedente se non arricchendo le diversità, le spigolosità, le fratture e le ferite che sono venute a crearsi e altrettanto forte è il messaggio che la maggior perfezione interiore ed estetica origini dal duro lavoro su separazione e sofferenze.

12/9 Mu Shin Kan – Associazione Sportiva Dilettantistica

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Carlo Hogaku Faleschini pone la prima firma allo statuto

Annuncio con piacere ed orgoglio (facendo io parte dei soci fondatori) la nascita dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Mu shin Kan.

Molto che si potrebbe dire quando si costituisce un’associazione, il rischio di cadere nel melenso o nel retorico mi hanno fatto decidere di pubblicare i punti fondamentali dello Statuto, che ben ne raccontano scopi ed intenti e augurare ogni bene ed ogni fortuna a questa realtà appena costituita e fondata su relazioni, affetti, pratica, … che viviamo insieme da anni.


Il nome dell’Associazione Mu (negazione) Shin (mente/spirito) Kan (luogo/centro formativo), ovvero Scuola della Mente Vuota (da pregiudizi ovvero aperta), è liberamente tradotto in Scuola della Mente Aperta.

Scopo
L’Associazione non ha scopo di lucro. Si propone al contesto pubblico come associazione sportiva dilettantistica, culturale e ricreativa.
L’Associazione vuole essere strumento per la pratica di attività corporee e discipline sportive dando rilievo al loro aspetto educativo ed etico.
L’Associazione intende perciò individuare e stimolare un ambito di ricerca personale e di gruppo (Scuola) attento e aperto (Mente vuota da pregiudizi = Non Mente), per riscoprire e realizzare il senso dell’umanità di ciascun essere umano. Essere umano nei suoi aspetti complementari:
o la parte fisica/materiale e la parte immateriale/mentale/spirituale/etica,
o individuale e collettivo.
Per questo l’Associazione si propone come il luogo di incontro di diverse vie, discipline e studi, e si organizza come una comunità di uomini e donne.

Identità ed eredità spirituale dell’Associazione
L’Associazione vuole raccogliere e valorizzare l’eredità spirituale ed organizzativa della Associazione Zen Ho Un Do di Milano:
“Lo spirito dell’educazione Zen, tuttavia, non intende porsi in maniera esclusiva nei confronti di altre fedi, credi, costumi religiosi o paradigmi culturali. Perciò, non proporrà se stesso come alternativo a chicchessia, ricercando, piuttosto, lo svelamento di quella attitudine a guardare semplicemente e direttamente alla vera natura dell’esperienza umana”.
Inoltre vuole privilegiare, non in modo esclusivo, la via e lo spirito delle antiche arti marziali giapponesi. Tale via si è trasformata nel tempo fino al nostro contesto storico e sociale ovvero si è trasformata da percorso di apprendimento delle tecniche di combattimento (bu-jutsu) in via di perfezionamento del sé (bu-do) con un preciso contenuto etico (liberamente tratto dal Budo Kensho).
L’associazione perciò è aperta a tutti colore che, indipendentemente dalla professione di fede buddista o pratica marziale, vogliono concorrere alla ricerca e all’approfondimento delle motivazioni esistenziali comuni a tutti gli esseri umani attraverso l’utilizzo del corpo.

Art.4 Oggetto
Per il conseguimento dello scopo sociale l’Associazione potrà:
4.1) promuovere attività sportive, ricreative e culturali;
4.2) promuovere attività motorie per il migliorare la consapevolezza della propria percezione corporea;
4.3) gestire in proprio i luoghi (palestra, dojo, impianto sportivo o altro) idoneo allo svolgimento della proprie attività;
4.4) diffondere informazioni e riflessioni utilizzando qualsiasi strumento di comunicazione di massa;
4.5) cooperare con altre associazioni per iniziative comuni, in coerenza con i rispettivi statuti;
4.6) effettuare affiliazioni a federazioni sportive e ricreative, a carattere locale, nazionale e internazionale.

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I soci fondatori
Grazie a Lorenzo per presenza e scatto delle foto di gruppo e a Carlo/Carletto (anche) per scatti e materiale fotografico (che non pubblico qui)

Milano Mushinkan – Riiniziano i corsi

Avviate le attività settimana scorsa con svuotamento, imbiancatura, pulizia e riordino del Dojo e prevedendo di dover fare altri lavori di muratura prossimamente … riprendono i corsi e la normale pratica:

Lunedì
19:00-20:45
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
Avanzati
Lunedì
20:45-22:00
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
Principianti
Mercoledì mattina
7:00-8:00
Zazen
Giovedì
19:00-21:00
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
Avanzati
Sabato mattina
7:30-8:30
Zazen
Sabato Mattina
9:30 – 12:00
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
previo accordo e prenotazione
per piccoli gruppi

Per maggiori informazioni Carlo Hogaku Faleschini carlo.hogaku@gmail.com

Presso il Mushinkan si praticano anche Aikido, Danze dei Fiori di Bach, KoBudo, Viniyoga, Hatayoga, e Tolokin Meditazione.

Imparare e dimostrarlo

Sto leggendo “Zen e Arti Marziali” di Taisen Deshimaru che ho trovato qui

scontato dire che sto trovando il testo interessante e ricco di stimoli e che mi ripropongo di riprenderne qualche parte qui, ho trovato divertente e stimolante, quasi un koan, l’aneddoto che segue per cui lo condivido

All’inizio, Rinzai non era un monaco Zen. Aveva studiato molto Lao-Tsu ed il Buddismo. Divenne discepolo di Obaku e continuò solamente la pratica dello Zazen.

Tutti i discepoli dovevano andare nella camera del maestro dopo lo Zazen ed avere con lui un mondo. Rinzai non ci andava perché era timido ed aveva paura. Egli faceva Zazen in un angolo.

Allora un giorno, un discepolo anziano gli disse: “Bisogna andare al mondo, nella camera del maestro altrimenti tu non potrai mai ricevere lo Shiho”. Rinzai obiettò: “Io non ho alcuna domanda da porre”. Il monaco anziano gli disse: “Domandagli che cos’è l’essenza del Buddismo”.

Allora, un giorno egli andò a prostrarsi in sampai davanti al maestro Obaku. Tremava di paura e di timidezza. Fece la sua domanda: “Che cosa è l’essenza del Buddismo?” Subito, il Maestro gli somministrò una serie di trenta colpi di bastone sulla spalla e sulla testa. Rinzai fu sorpreso e terrorizzato. Era come la spada, il Kendo. Ma non fuggì.

Da questa epoca, i trenta colpi di bastone sono diventati qualche cosa d’importante. In fine, Rinzai uscì molto scontento!

Il monaco anziano gli domandò: “Che cosa è successo? Il tuo viso è molto scuro!”
Rinzai raccontò ciò che era successo. Il monaco anziano gli disse: “No, no, tu devi ritornare al mondo!”.

Rinzai tornò dunque nella camera del maestro e ripropose la stessa domanda. Obaku lo picchiò ancora più forte cinquanta volte!

Rinzai, completamente sfinito non capiva. Egli pensò: “Questo maestro è completamente matto, io devo cambiare.” Interrogò il monaco anziano che gli disse: “Fai quello che vuoi, tu puoi andare a trovare un altro maestro, ma non va bene cambiare maestro”.

Però, in definitiva, andò a trovare un altro maestro, Daigu. Daigu gli disse: “Come ti ha educato Obaku”? Rinzai rispose: “E’completamente matto e non è un vero maestro. Non è né forte né autentico”. Il maestro disse: “No, no, non bisogna né criticare né aver paura. Egli è un vero maestro. Se ti picchia, picchialo a tua volta. Tu lo devi seguire esattamente”.

Allora, Rinzai ritornò. Il maestro Obaku gli domandò: “Bene qual’é l’essenza del Buddismo? Come era l’altro Dojo? Hai compreso l’essenza del Buddismo?” Allora Rinzai si alzò: “Sì, l’ho compreso! E’ così!” E assestò tre pugni sul viso del suo maestro emettendo un Katsu con voce forte, inconsciamente, Obaku sorrise e disse “Hai capito!” E gli diede lo Shiho.

Shiho è la cerimonia che implica la trasmissione del Dharma diventando monaco della linea del maestro che, appunto, trasmette all’allievo.

SI non è chiarissimo cosa intenda con l’andare nella stanza a fare il mondo, ma si capisce lo stesso 🙂