29 Febbraio VENTENNALE DEL KOBUKAN DOJO ROMA

Segnalo a tutti (copiando dal sito del Kobukan Dojo)

Celebrazioni del XX° anniversario dalla fondazione

Il giorno 29 febbraio 2020 il Koukan Dojo terrà una manifestazione per celebrare il ventennale della sua fondazione. A questo importante evento, patrocinato dall’Ambasciata del Giappone in Italia e dall’Istituto giapponese di cultura, parteciperanno, oltre che tutti i membri del Dojo, anche ospiti che rappresentano importanti esponenti della cultura classica giapponese in Italia. Di seguito il Programma.

Non posso che rimpiangere il fatto di non aver potuto partecipare, alla fine per motivi legati all’emergenza corona virus ho deciso di rinunciare al viaggio. Aggiungo anche qui le mie felicitazioni per aver attraversato questa tappa della Via e congratulazioni per lo splendido evento organizzato.

Taikai Dieci Inverni – La pratica del cuore

Il 7 e l’8 dicembre 2019 ci siamo incontrati per celebrare la decima commemorazione del Maestro Goro Hatakeyama.

L’incontro, organizzato dal Kobukan Dojo di Roma e dal MuShinKan di Milano, si è tenuto nella bellisima palestra rotonda del Lido di Milano con la ulteriore partecipazione di insegnanti, praticanti e rappresentanti dei dojo e delle associazioni FuRyu, IronDo, Kodokan CorteRegina, Kohan, Niten, SeiRyokyZenYo, SeiRyu, Seishin e Yohkoh.

Sono stati due giorni di pratica, marziale e non solo, sempre e comunque intensa, appassionata, altruistica, nella quale è stato in ogni momento evidente che ciascuno dei presenti si è dedicato appieno, con sincero spirito marziale e con tutto il cuore.

L’incontro è stato pensato e proposto sin dai primi momenti organizzativi come una buona occasione per consentire a tutti i praticanti e gli ex-praticanti della linea Hatakeyama di ritrovarsi insieme, come quando il Maestro era vivo, incontrandosi nella pratica ed intorno ad essa, per ricordarlo rispettosamente ed onorare la sua memoria, riconoscendo che ha insegnato a tutti in modo generoso e disinteressato.

L’occasione ha voluto essere un gesto di rispetto ed affetto, per ripercorrere e ribadire quanto gli allievi del Maestro Hatakeyama hanno in comune: la sua pratica e le forme così come le ha mostrate e come le hanno tradotte e le trasmettono i maestri italiani presenti, in modo da offrire l’opportunità di entrare in contatto con quella visione e quello spirito.

Un buon numero degli amici e praticanti contattati hanno potuto partecipare di persona, alcuni percorrendo centinaia di chilometri per farlo, oltre a loro, hanno risposto anche gruppi e singole persone che avrebbero organizzato e tenuto le commemorazioni sul proprio territorio. Siamo certi che, anche se separati dalla distanza, siamo stati uniti nello spirito della commemorazione e ci fa piacere pensare che questo spirito e questo senso della memoria, che ci hanno emozionati e coinvolti sabato e domenica, siano stati ugualmente condivisi da tutti coloro che hanno dedicato parte del proprio tempo e della propria pratica alla memoria del Maestro.

Credo sia poco probabile che io riesca a trasmettere appieno il senso di coralità e reciprocità che ha caratterizzato la commemorazione con un semplice resoconto, in ogni caso voglio condividere le attività a cui abbiamo partecipato:

Subito dopo l’accoglienza, il saluto tradizionale e il benvenuto di Carlo e Fabio, il pomeriggio di sabato 7 si è concentrato nella pratica libera dei vari livelli di kenjustu, delle “armi lunghe” e dello iaijustu, con l’intento di contenere le correzioni e valorizzare il confronto e la condivisione di similitudini e differenze della pratica di ciascun gruppo.

Dopodichè si è tenuta la cerimonia “Sen Makiuchi Men”, dedicando alla memoria del Maestro l’esecuzione da parte di ciascuno dei presenti di mille Makiuchi men. “Che senso ha fare mille ripetizioni di una tecnica? Nessuno” – parafrasando Fabio – “se non dedicare questo particolare momento e l’impegno in questa pratica alla memoria di chi si è speso tanto per noi, per trasmetterci quello che ancora oggi ci accomuna, ci piace e ci permette di incontrarci”. Makiuchi dopo makiuchi, decina dopo decina, centinaio dopo centinaio siamo arrivati a mille, insieme, con i kiai simultanei che si succedevano, un po’ stupendoci che lo stessimo facendo e che lo avessimo fatto fino in fondo, faticoso si, ma meno di quanto alcuni dei presenti avessero temuto e, probabilmente, trovando ognuno più di un motivo e più “sensatezza” in quello che stavamo facendo.

Il pomeriggio si è concluso con organizzazione, coordinamento e prime prove per le dimostrazioni del giorno successivo, ribadendo che tutti avrebbero partecipato, indipendentemente da conoscenza, livelli, abilità ciascuno portando la propria pratica e la propria presenza.

La domenica mattina è iniziata, per chi ne aveva intenzione e, in particolare, per chi aveva dormito nel Dojo, con lo Zazen e la recita dei sutra.

Il taikai si è poi nuovamente trasferito alla Palestra Rotonda dove le coppie convenute per le dimostrazioni hanno avuto il tempo di provare insieme i kata che avrebbero eseguito.

Con rinnovata dedizione corale, determinata presenza, con tutto il cuore, si sono avvicendate le dimostrazioni con l’apertura Arai No Gi di Fabio Bardanzellu seguita dai kata di Omote Ken Jutsu, Omote Bo Jutsu, Omote Naginata Jutsu, Ura Ryoto e Kodachi, Gogyo no Tachi, Iai Jutsu, Gokui no Bo, So Jutsu, Shichjo e Ura Iai Jutsu per concludersi con Osame no Gi tenuto da Alessandro Crizman, Carlo Faleschini e Stefano Poma. Ogni convenuto, che fosse impegnato nella pratica o che stesse assistendo, ha avuto modo di vedere e sentire profondamente, l’intensità dello spirito messo in gioco, quanto vivide e acute siano state presenza e concentrazione durante tutte le fasi delle dimostrazioni.

Sprito, intensità e vividezza che hanno continuato ad essere presenti anche nello Shodo, calligrafia commemorativa eseguita con maestria da Fabio Bardanzellu tracciando i kanji di una delle frasi che abbiamo sentito più spesso dal Maestro Hatakeyama: “Tanto Tanto Keiko” su un telo di quattro metri disposto per l’occasione.

Sprito, intensità e unanimità sono stati il corpo della cerimonia dell’offerta dell’incenso e la recita corale del Sutra del Cuore e della Eko o invocazione e dedica, officiate dal Densu Carlo Hogaku Faleschini e da tutti i presenti con l’intento di rendere omaggio alla memoria del Maestro. La scelta del sutra non è stata casuale, fu recitata da Hatakeyama e Carlo insieme in occasione di una visita al MuShinKan.

MAKA HANNYA HARAMITA SHINGYO – TAISEN DESHIMARU
come pubblicata su www.mushinkan.org

Non sono mancati i momenti conviviali con la cena di sabato sera e il pranzo comune di domenica al MuShinKan, dove grazie alla celata organizzazione e alla preparazione occulta di Sabrina e Cristina è stato possibile festeggiare (a sorpresa) il compleanno di Fabio. E’ stato toccante leggere la comune emozione di Carlo e Fabio alla consegna del regalo di uno per l’altro.

Non è mancato nemmeno il lavoro di trasporto e falegnameria per dare forma alla struttura ingegnosa studiata da Carlo per presentare ed esaltare la scrittura calligrafa del Maestro, la sua foto e il bell’ikebana preparato da Ambrogio.

Qui di seguito propongo una brevissima selezione dalle oltre mille foto scattate durante i due giorni e dagli oltre 12 GB di filmati per i quali ringraziamo il videomaker Gaetano e le fotografe Emanuela, Sabrina, Federica e Alessandra (anche per il supporto tecnico su Apple). A Federica mi permetto di aggiungere (anche qui) che, al divieto di occupare la zona del Kamiza per fare i suoi scatti, avrebbe fatto benissimo a ricordarci che, quando aveva dieci anni a Folgaria, il Maestro Hatakeyama stesso la aveva accompagnata al centro della palestra per fotografare meglio e che quindi non solo era stata autorizzata con quasi dodici anni di anticipo, ma anche che stava partecipando alla commemorazione con un’attività riconosciuta dal Maestro stesso e dedicata alla sua memoria. Sarebbe stato fantastico lasciarci, così, senza parole.

Mi sembra che tutti i presenti, praticanti, familiari e amici abbiano percepito chiaramente e partecipato con intensità allo spirito fervido e all’energia raccolta e concentrata che ci ha pervaso in questi due giorni. E’ stato veramente bello sentirsene parte ed in una certa maniera esserne talmente permeati da rimanere subito dopo e ancora nel tempo e nei giorni successivi come gongolanti e satolli. Sono grato a tutti e ciascuno di aver preso parte a questa notevole esperienza.

Credo, e penso di poter direi che tutti noi crediamo, che questo stesso spirito ci abbia accomunati anche con tutti coloro i quali avrebbero voluto esserci e non hanno potuto o hanno organizzato e tenuto cerimonie di commemorazione equivalenti o anche semplicemente hanno dedicato un pensiero, una parola o il più semplice degli atti alla memoria del Maestro Hatakeyama.

Penso e spero di non smettere mai di pensare che quello che ci rende simili, avvicinandoci e accomunandoci, sia enormemente più potente di quanto ci fa sembrare differenti e potrebbe separarci.

Onegai Shimasu e Domo Arigatou Gozaimashita


TANREN (1) DA FAUSTO PEGORARO

Copio dal sito del MUSHINKAN, ringraziando per la condivisione
http://www.mushinkan-zen.com/tanren-1-da-fausto-pegoraro/

E’ con piacere, gratificazione e riconoscenza che avvio la pubblicazione di alcune sezioni di “Tanren” che l’autore (l’amico e maestro) Fausto Pegoraro mi ha offerto di leggere e autorizzato a condividere.


PREFAZIONE

Il presente lavoro è una parziale e libera traduzione adattata del libro “Kurikara – The Sword and the Serpent” di John Maki Evans. L’intento di questa sintesi è stato di volgere in lingua italiana la parte del testo originale utile alla pratica di qualsiasi disciplina prescindendo dalle caratteristiche stilistiche che differenziano le scuole marziali. Si rimanda alla lettura dell’opera originale per l’ulteriore approfondimento degli argomenti, dell’esperienza e della scuola dell’autore.
Fausto Pegoraro

Milano, Ottobre 2015



TANREN

FORGIARE L’ENERGIA

Ogni arduo, graduale allenamento in qualsiasi campo può essere definito Tanren. I due ideogrammi che compongono questa parola rappresentano il concetto di lavoro costante necessario per raffinare e consolidare un metallo per la sua forgiatura.

Nell’ambito dell’apprendimento di una disciplina fisica tanren non è riferito tanto allo sviluppo di un’abilità tecnica specifica ma piuttosto alla necessaria preparazione di base preliminare. Nonostante l’ovvia differenza tra il metallo e i tessuti umani, esistono molte analogie tra le fasi della costruzione di una spada e quelle di un “uomo di spada”.

Per iniziare occorre anzitutto una forgia. Col riscaldamento e la battitura si ottengono i cambiamenti necessari a raffinare il materiale ferroso di partenza, chiamato tamahagane. La parte migliore viene fornita al maestro spadaio, anche se comunque non tutta risulterà adatta alla costruzione di una buona lama.

Similmente, l’allenamento intenso costituisce la forgiatura del giovane praticante.

I Kihon, le tecniche fondamentali di una scuola, ripetuti incessantemente procurano un abbondante sudore che tonifica ed irrobustisce il corpo ripulendolo al tempo stesso dalle tossine. Eppure, non chiunque inizi l’allenamento riesce ad avanzare verso i livelli più profondi della pratica. In parte la selezione è fatta dall’insegnante ma, più spesso, si verifica l’autoesclusione di chi non resiste alla prima fase dell’allenamento e di chi non riesce a raggiungere il grado di “silenzio mentale” necessario per comprendere a fondo l’insegnamento.

Dopo aver ricevuto il materiale grezzo di partenza lo spadaio officia un rito di purificazione per sé stesso e il luogo di lavoro, poi inizia a riscaldare e a ribattere il tamahagane incessantemente per eliminare ogni impurità e renderlo omogeneo in tutte le sue parti. Il risultato sarà una lega dalla struttura cristallina che formerà il “tessuto” di base della spada.

Successivamente, un secondo metallo più morbido verrà aggiunto per aumentare la resistenza elastica della struttura. Si otterrà così una lamina formata da un metallo duro utile a diventare il lato tagliente e da uno più tenero che, formando il dorso della lama, le conferirà la capacità di flettere e di assorbire gli urti del combattimento.



I TRE OBIETTIVI DELLA FORGIATURA

Purificare, uniformare ed integrare le qualità morbide con quelle dure sono i tre obiettivi anche nella “forgiatura” di un uomo di spada.

Nei sistemi tradizionali cinesi questo processo è chiamato Nei Gong; “lavoro interno”, od anche Chi Gong; “lavoro energetico” (Kiko in giapponese).

Questi termini evidenziano la differenza tra l’allenamento “interno” dell’energia e quello “esterno” che mira soprattutto a sviluppare il tono muscolare.

In effetti la distinzione non è così netta, dato che tutte le trasformazioni interiori dell’energia si manifestano necessariamente in un corpo fisico. Il “lavoro interno” normalmente inizia con il rallentamento dei gesti tecnici grazie all’appesantimento fatto con attrezzi vari mentre si segue il ritmo della respirazione profonda. Una volta sensibilizzato, il corpo avvertirà i segnali che permettono il controllo di processi fisiologici considerati di solito al di fuori dei limiti della coscienza.

Questa “coscienza corporea” è la differenza fondamentale tra la forgiatura del metallo e quella del budoka, l’adepto delle Vie Marziali.

Tuttavia, anche con il sistema più efficace ed il più abile insegnante, in definitiva tutto dipende dalle capacità dello studente. Ad ogni livello egli dovrà partecipare consapevolmente al processo di trasformazione per ottenere il risultato corretto. Per questo motivo non ci sono manuali e teorie perfette, perché i segnali interiori e il susseguirsi delle varie fasi sono sempre personali in relazione alla costituzione psico-fisica di ogni individuo.

Documentario sulla perparazione della katana

“Katana Kaji – Post WWII Japanese Swordsmith Documentary” si intiola così e lo ho trovato sul canale Tamahagane Arts di youtube.

la descrizione recita “This video features a post WWII Japanese setting in the life of a sword smith who eventually became recognized as a living national treasure. The work today bares incredible resemblance to the shop settings for Japanese sword smiths today.”

Che potrebbe essere tradotto spannometricamente come “Questo video presenta una ricostruzione successiva alla II Guerra Mondiale della vita di un preparatore di spade che sarà successivamente riconosciuto come tesoro nazionale vivente. Il lavoro mostra una straordinaria somiglianza alla modalità di lavoro dei preparatori di spade dei giorni nostri”

A me pare ben fatto, essenziale, chiaro e presenta semplicemente le varie fasi di lavoro. L’inglese è “americano” (sotto si sente il parlato in giapponese) tutto sommato chiaro e senza fronzoli.

PS: se mettete i sottotitoli in inglese rischiate di vedere il pasticcio dell’audio to text e di farvi un paio di risate 🙂

Milano Mushinkan – Riiniziano i corsi

Avviate le attività settimana scorsa con svuotamento, imbiancatura, pulizia e riordino del Dojo e prevedendo di dover fare altri lavori di muratura prossimamente … riprendono i corsi e la normale pratica:

Lunedì
19:00-20:45
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
Avanzati
Lunedì
20:45-22:00
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
Principianti
Mercoledì mattina
7:00-8:00
Zazen
Giovedì
19:00-21:00
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
Avanzati
Sabato mattina
7:30-8:30
Zazen
Sabato Mattina
9:30 – 12:00
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
previo accordo e prenotazione
per piccoli gruppi

Per maggiori informazioni Carlo Hogaku Faleschini carlo.hogaku@gmail.com

Presso il Mushinkan si praticano anche Aikido, Danze dei Fiori di Bach, KoBudo, Viniyoga, Hatayoga, e Tolokin Meditazione.

Cornaredo e Rho: ripartono i Corsi !!!!

Ripubblico da https://dojofudoshin.wordpress.com/2016/09/11/cornaredo-e-rho-ripartono-i-corsi/

Finite le ferie è tempo di riprendere gli allenamenti

Come lo scorso anno i corsi saranno il Mercoledì presso la palestra “il Melograno” Via Brera N° 31 Cornaredo (Mi) e il Giovedì presso la palestra scuola elementare “Franceschini” Via Tevere N° 13 Rho (Mi) e avranno inizio da Mercoledì 14

Ricominciamo!!!

il calendario settimanale sarà

Mercoledì Dalle 18.00 alle 19.30 Aikido Cornaredo
Centro Melograno Via Brera 31
Mercoledì Dalle 19.30 alle 21.30 Spada giapponese
(katori shinto ryu)
Cornaredo
Centro Melograno Via Brera 31
Mercoledì Dalle 21.30 alle 23.00 Aikido Adulti Cornaredo
Centro Melograno Via Brera 31
Giovedì Dalle 18.30 alle 19.30 Aikido Bambini Rho
palestra scuola elementare Franceschini
Via Tevere 13
Giovedì Dalle 20.00 alle 22.00 Spada giapponese
(katori shinto ryu)
Rho
palestra scuola elementare Franceschini
Via Tevere 13

Ecco il volantino con alcune brevi note esplicative

cornaredovolantno

27/4 Presentazione di “L’Antica Arte della Spada Giapponese”

Invito

Sono lieto di potervi finalmente segnalare la presentazione del libro di Sergio Morstabilini “L’Antica Arte della Spada Giapponese” che avrà luogo

Mercoledì 27 Aprile 2016 alle 19:30

presso la palestra del Centro Sportivo Italcementi
in via Statuto, 43 a Bergamo

Insieme alla presentazione del libro, avranno luogo alcune dimostrazioni della scuola del
Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu

Come avete potuto leggere l’occasione è imperdibile per molti motivi, tra questi anche a possibilità di acquistare in quel momento una copia del libro e chiedere all’autore una dedica o anche semplicemente di autografare la copia.

Di seguito alla presentazione il libro, che è stato tradotto in alcune differenti lingue, sarà acquistabile su Amazon, pubblicherò il link appena lo saprò.

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Il libro è veramente notevole: ho avuto occasione di acquistare in anteprima la mia copia direttamente da Sergio che ha voluto scrivermi una dedica che mi onora e mi fa estremamente piacere, per me la più bella che potesse farmi.