Inferno e Paradiso

Rompo il silenzio per condividere un testo che ho appena letto qui.
Mi è piaciuto e copio – incollo lasciando che ciascuno tragga le proprie conclusioni

Un giorno un samurai andò dal maestro spirituale Hakuin e chiese:
“Esiste un inferno? Esiste un paradiso? Se esistono da dove si entra?”.
Era un semplice guerriero. I guerrieri sono privi di astuzia nelle mente.
I guerrieri conoscono solo due cose: la vita e la morte.
Il samurai non era venuto per imparare una dottrina, voleva sapere dov’erano le porte, per evitare l’inferno ed entrare in paradiso.
Hakuin chiese: “Chi sei tu?”. Il guerriero rispose: “Sono un samurai”.
In Giappone essere un samurai è motivo di grande orgoglio. Significa essere un guerriero perfetto. Uno che non esiterebbe un attimo a dare la vita.”Sono un grande guerriero, anche l’imperatore mi rispetta”.
Hakuin rise e disse:”Tu, un samurai? Sembri un mendicante!”
L’uomo si sentì ferito nell’orgoglio. Sfoderò la spada, con l’intenzione di
uccidere Hakuin.
Il maestro rise: “Questa è la porta dell’inferno – disse – con questa spada, con questa collera, con questo ego, si apre quella porta”.
Questo un guerriero lo può comprendere, così il samurai rinfoderò la spada… e Hakuin disse: “Qui si apre la porta del paradiso”.
L’inferno e il paradiso sono dentro di te. Entrambe le porte sono in te.
Quando ti comporti in modo inconsapevole, si apre la porta dell’inferno;
quando sei attento e consapevole, si apre la porta del paradiso.
La mente è sia paradiso che l’inferno, perchè la mente ha la capacità di
diventare sia l’uno che l’altro. Ma la gente continua a pensare che tutto esista in un luogo imprecisato all’esterno…

Ringrazio Elena per avermi indicato un cerchio e Davide che non demorde dal voler leggere quello che scrivo

Annunci

Shoji Sugiyama Sensei: addio al Samurai della pianura padana (by Aikime)

Ringrazio Marco Rubatto per aver acconsentito alla pubblicazione del suo saluto a Sugiyama Sensei, mancato di recente.

Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Shoji Sugiyama, mi sarebbe piaciuto ma non si è presentata l’occasione, mi sarebbe piaciuto anche avendo avuto modo di conoscere e apprezzare alcuni (pochi) suoi allievi e, citando la Bibbia, “… Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto …”

Mi pare opportuno dare il saluto e fare le condoglianze ad allievi e familiari proponendovi il saluto nelle parole scelte da Marco e apprezzate da Simone (qui trovate l’articolo)

Interrompiamo la pubblicazione dei Post pianificati, per salutare come si deve un grande pioniere delle arti marziali torinesi, piemontesi, italiane… che ci ha lasciato lo scorso 3 marzo: Shoji Sugiyama Sensei, di cui molti nostri lettori sono stati affezionati allievi.

Nato a Shizuoka il 4 aprile 1933, aveva 84 anni.

Soltanto quindici giorni fa la FIJLKAM gli aveva tributato, con il 9º dan, un segno di piena e totale riconoscenza e nessuno, meglio dello stesso Maestro Sugiyama, è stato in grado di regalare con la stessa efficacia la sintesi della sua vita meravigliosa:

“Fu proprio mentre stavo risalendo la china e i dirigenti del Judo della mia regione nutrivano nuovamente speranze sul mio futuro agonistico che fui convocato dal Maestro Mochizuki. Continuava a ricevere inviti per andare ad insegnare all’estero, ma non poteva più aderire per problemi di lavoro e di famiglia.

Fu così che mi chiese (in Giappone equivaleva a un ordine) di andare in Francia per un paio d’anni a insegnar Judo e Aikido.
Per questo motivo mi promosse 6° dan di questa specialità.

Rimasi in Francia per circa un anno e mezzo, a Parigi e Versailles, ma di frequente mi recavo anche in varie località del paese per fare stage.

Nella primavera del 1959 mi recai anche sulla Costa Azzurra, a Cannes e a Nizza, dove un giorno per strada incontrai il mio nuovo destino, un giovane che si presentò: era Piercarlo Capelli, studente innamorato del Judo, che parlava un po’ di giapponese.

Mi invitò a Torino, una città che non avevo mai sentito nominare e che mi fece poi l’effetto di un “paesone”. Non era certo Parigi. Mi recai così a Torino per due settimane di stage e poi mi fu proposto anche di trasferirmi per un anno. Accettai.

La mia intenzione era di tornare a Parigi, che comunque esercitava su di me un certo fascino e poi via, in Giappone, a casa.

Dopo un anno di lavoro alla società Ginnastica Magenta però, i miei allievi non vollero lasciarmi ripartire, al punto che fondarono una palestra per me: Doyukai. Vi rimasi per quattro anni.

Poi mi resi indipendente e realizzai la mia palestra il Dojo Sugiyama Torino, e mi creai una famiglia, allietata dalla nascita da tre splendidi figli”

– Tratto dal libro “Sugiyama Shoji IL MAESTRO Genesi di un’Emozione” –

Sugiyama Sensei era un Maestro esperto di numerose discipline marziali, e basta scorrere brevemente il suo curriculum per rendersene conto di persona:

– 9° dan Aikido I.F.N.B.
– 8° dan Yoseikan Aikido
– 9° dan Judo FIJLKAM
– 7° dan Karate
– 6° dan Iaido

Egli inoltre ha ricoperto la carica di Presidente I.F.N.B. Italia e Europa, Vicepresidente I.F.N.B. Japan, Consulente di kata per l’Unione Europea di Judo (EJU), Docente Federale (FIJLKAM) di Kata, Responsabile di Kata Piemonte e Val d’Aosta.

Stiamo parlando di un Maestro che fu allievo diretto di Minoru Mochizuki (a sua volta uno degli allievi diretti dei Fondatori del Judo – Jigoro Kano – dell’Aikido – Morihei Ueshiba – e del Karate Shotokan – Gichin Funakoshi -)… quindi la sua figura va al di là degli interessi specifici di un singola disciplina, ma si colloca in un ambito generale di pionierismo, sulle arti marziali nel nostro Paese.

Qui a Torino, il luogo dal quale la Redazione di Aikime vi scrive fisicamente tutte le settimane, il Maestro Sugiyama era conosciutissimo e molti dei corsi di Judo, Aikido e Yoseikan Budo presenti sul territorio sono stati aperti negli anni dai suoi migliori allievi, divenuti a loro volta col tempo Insegnanti.

Abbiamo anche avuto la fortuna di conoscerlo di persona, anche se non di frequentarlo con regolarità.
La casa in cui ha vissuto per decenni si trova fisicamente ad un paio di km dal nostro Dojo!

Un Insegnante d’altri tempi, al quale tutti noi dobbiamo molto… per il suo coraggio di investire in attività che risultavano completamente sconosciute al suo arrivo in Italia.

La sua è stata una vera e propria missione, che ha fatto da apripista a molte delle attività che uno sprovveduto potrebbe dare per scontate… ma che non lo sono affatto.

Come abbiamo già detto, il Maestro si è spento pochi giorni fa a Torino: sentite condoglianze a tutta la famiglia Sugiyama ed ai suoi allievi più stretti

I funerali si svolgeranno, sempre a Torino, domani, martedì 7 marzo 2017.

La Camera ardente osserverà i seguenti orari: lunedì 6 (13-16) e martedì 7 (8-14.30) nell’Ospedale Giovanni Bosco (via Pergolesi, 30).

La Benedizione avverrà alle 15.25 nel Cimitero Monumentale di Torino (Corso Novara, 135).

Grazie di tutto e buon viaggio Sugiyama Sensei!

LA TEORIA DEI CINQUE ELEMENTI (Sibilla Mannarelli)

Copio e incollo dal blog di Sibilla e Massimo Balkan Mannarelli, questa volta ho chiesto il permesso di pubblicare e ne siamo reciprocamente lieti.

Pagina originale

EPSON MFP image

EPSON MFP image

La teoria dei cinque elementi è descritta nei minimi dettagli particolari nel Nei Ching, un testo che risale al 400 a.C. ma secondo alcuni ha più di 4000 anni. Coloro che seguono tale teoria classificano ogni cosa di questo mondo riconducendolo a cinque elementi primari che rappresentano cinque stadi di forze. La base di questa teoria risiede nel concetto dell’eterno gioco scambievole dello Ying e Yang, perché nell’alternarsi di questi due opposti complementari, nasce sempre una nuova entità.

I cinque elementi presi in considerazione sono legno, fuoco, terra, metallo e acqua. Questi elementi, nell’ordine elencato, costituiscono un ciclo intero.
Il ciclo che si intende è inesauribile e in continuo movimento. Per fare un semplice esempio prendiamo in prestito le quattro stagioni annuali. La primavera è identificabile nell’elemento legno, espressione di nascita e di vita.

L’estate, successiva alla primavera si identifica nel fuoco, elemento contraddistinto dalla forza, dalla piena espressione energetica. Arriva dunque l’autunno che viene identificato nel metallo, elemento che rappresenta un momento di pace in cui si raccolgono le energie e ci si prepara ad un periodo inerziale. Infine arriva l’inverno in cui prevale l’elemento acqua e che porta un periodo di inattività e rappresenta fine del ciclo delle stagioni. L’elemento terra rappresenta il “luogo” dove le stagioni prendono forma oltre a manifestarsi durante il periodo di transizione e trasformazione delle stagioni stesse.

I cinque elementi presentano un ciclo di generazione e un ciclo di distruzione. Questi due cicli (dualità) in contrapposizione fra loro permettono un corretto equilibrio fra gli elementi impedendo che qualcuno di essi prevalga portando disequilibrio.

Il ciclo di generazione è quello che nutre e sostenta l’elemento successivo affinché possa continuare a esistere e manifestarsi. Ecco dunque che il legno genera il fuoco che a sua volta, trasformando il legno in cenere genera la terra. Dalla terra si può estrarre il metallo, la liquefazione di quest’ultimo genera l’acqua che a sua volta nutrirà il legno ricominciando il ciclo.

Ogni elemento dunque viene generato e nutrito dal suo predecessore e si occupa di generare e nutrire quello successivo. Ciò significa che una disarmonia di un elemento si trasmette a quello successivo e tale fenomeno è conosciuto come “Legge Madre-Figlio” per cui il sintomo si manifesterà nel figlio ma la radice del problema, se veramente lo si vuole risolvere, sta nella causa che si deve ricercare nell’Elemento Madre.

Il Ciclo di Controllo rappresenta le forze con funzione di contrappeso per controllare il Ciclo Creativo. Anche in questo caso, alcune semplici analogie possono facilitarne la comprensione. Un elemento controlla non l’elemento successivo (del quale è generatore) ma l’elemento ancora successivo (“Legge Nonno-Nipote”). Dunque il legno controlla terra (la stabilizza), la terra controlla l’acqua (la contiene), l’acqua controlla il fuoco (lo spegne), il fuoco controlla il metallo (lo fonde) e a sua volta il metallo controlla il legno (lo taglia).

Secondo tale teoria, quindi, conoscere le caratteristiche di ogni elemento e saperle riconoscere nelle persone, dà la possibilità di vedere lo squilibrio prima che questo si manifesti.

Energia Acqua.

Questo momento solo apparentemente statico e in attesa corrisponde alla morte e alla vita prenatale, all’inverno, al clima freddo, alla notte, al colore nero/blu al nord.
L’acqua nel suo stato naturale può essere descritta come energia fluttuante o dissolvente.
L’acqua è fluida e fluisce. L’acqua cerca il livello più basso. A riposo l’acqua è livellata. L’acqua è un mezzo: le cose si dissolvono in essa, vi sprofondano o vi galleggiano sopra. L’acqua assume la forma del suo contenitore. L’acqua può essere anche stagnante e putrida. Ma l’acqua è anche forza, impeto, scava in profondità, ha direzione, travolge e distrugge.

Perciò una persona che ha un’energia in equilibrio con acqua presenta tutte queste caratteristiche: impeto, forza, adattabilità, coraggio, profondità, resistenza, stimolo, motivazione, volontà, senso di continuità, capacità di “andare a fondo delle cose”, sapere cosa si vuole veramente.
In una persona invece con l’energia acqua non in equilibrio queste caratteristiche diventeranno l’opposto e cioè paura, incertezza del futuro, difficoltà a partire, assenza di obiettivi e spirito di iniziativa,  superficialità, esitazione, timidezza, eccessiva prudenza.
Il suono dell’acqua è il lamento (una voce che si scusa sempre), l’odore è il putrido, il sapore è il salato.

Ossa, midollo osseo, denti, capelli, orecchie, organi riproduttivi sono le parti del corpo influenzate dall’energia acqua; ma anche il sistema renale e ormonale (a cui infatti in inverno bisogna prestare particolare attenzione e cura anche nella propria pratica yoga).
I vegetali di questo elemento crescono sotto il livello del suolo e in inverno: sono radici come la bardana, le carote, ecc.. Il cereale  è il grano saraceno poichè sviluppa tante calorie in pochissimo tempo. I legumi in generale rafforzano i reni, soprattutto quelli che ricordano la loro forma (fagioli azuki).

Legno.
L’energia che nella fase acqua aveva cominciato a muoversi, nel legno prende decisamente una direzione, una spinta verso l’alto. L’albero simbolizza la vegetazione. Ha una tendenza generale a crescere verso l’alto e verso l’esterno. Pertanto ascensione ed espansione sono le qualità fondamentali di questa energia.

Gli alberi sono simboli di crescita, crescono verso l’alto, fanno rami e fioriscono. Benché gli alberi e la vegetazione crescano rapidamente all’inizio e in primavera, in complesso danno l’idea di una crescita continua, uniforme e controllata. Benché fermamente radicati a terra, sono elastici e si inclinano a seconda del vento; sono forti e flessibili. I rami non si rompono facilmente, solo quando sono secchi o subiscono una pressione eccessiva. Quando muoiono, gli alberi diventano rigidi, poi si decompongono in un processo di fermentazione. La vegetazione che fermenta ha un gusto acido. Gli alberi sono indipendenti uno dall’altro, ma in un ambiente naturale specie diverse vivono in armonia. Gli alberi hanno bisogno della terra come base e nutrimento. Oltre naturalmente all’acqua. Gli alberi possono essere distrutti dal fuoco, specialmente se diventano troppo secchi.

Riassumendo alcune caratteristiche di questa energia troviamo: armonia, flessibilità, calma, riparo, radicamento, profondità, coraggio, imparzialità, forza, ordine e decisionalità. Sul piano psicologico questa Energia corrisponde alla capacità di prendere decisioni.

Se l’Energia è sana siamo nella situazione di poter prendere decisioni di poca o grande importanza, rapidamente e senza tentennamenti. Una persona con l’energia legno in equilibrio quindi sarà un individuo coraggioso, imparziale, preciso, paziente, disciplinato, tranquillo, controllato, puntuale ed ottimo organizzatore.Ma se questa energia è in squilibrio la persona sarà irascibile, impaziente, con la mania dell’ordine, organizzata e programmata senza possibilità di uscire dai suoi schemi, rigida.
 
… continua (spero) …

12/9 Mu Shin Kan – Associazione Sportiva Dilettantistica

img_20160912_201417
Carlo Hogaku Faleschini pone la prima firma allo statuto

Annuncio con piacere ed orgoglio (facendo io parte dei soci fondatori) la nascita dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Mu shin Kan.

Molto che si potrebbe dire quando si costituisce un’associazione, il rischio di cadere nel melenso o nel retorico mi hanno fatto decidere di pubblicare i punti fondamentali dello Statuto, che ben ne raccontano scopi ed intenti e augurare ogni bene ed ogni fortuna a questa realtà appena costituita e fondata su relazioni, affetti, pratica, … che viviamo insieme da anni.


Il nome dell’Associazione Mu (negazione) Shin (mente/spirito) Kan (luogo/centro formativo), ovvero Scuola della Mente Vuota (da pregiudizi ovvero aperta), è liberamente tradotto in Scuola della Mente Aperta.

Scopo
L’Associazione non ha scopo di lucro. Si propone al contesto pubblico come associazione sportiva dilettantistica, culturale e ricreativa.
L’Associazione vuole essere strumento per la pratica di attività corporee e discipline sportive dando rilievo al loro aspetto educativo ed etico.
L’Associazione intende perciò individuare e stimolare un ambito di ricerca personale e di gruppo (Scuola) attento e aperto (Mente vuota da pregiudizi = Non Mente), per riscoprire e realizzare il senso dell’umanità di ciascun essere umano. Essere umano nei suoi aspetti complementari:
o la parte fisica/materiale e la parte immateriale/mentale/spirituale/etica,
o individuale e collettivo.
Per questo l’Associazione si propone come il luogo di incontro di diverse vie, discipline e studi, e si organizza come una comunità di uomini e donne.

Identità ed eredità spirituale dell’Associazione
L’Associazione vuole raccogliere e valorizzare l’eredità spirituale ed organizzativa della Associazione Zen Ho Un Do di Milano:
“Lo spirito dell’educazione Zen, tuttavia, non intende porsi in maniera esclusiva nei confronti di altre fedi, credi, costumi religiosi o paradigmi culturali. Perciò, non proporrà se stesso come alternativo a chicchessia, ricercando, piuttosto, lo svelamento di quella attitudine a guardare semplicemente e direttamente alla vera natura dell’esperienza umana”.
Inoltre vuole privilegiare, non in modo esclusivo, la via e lo spirito delle antiche arti marziali giapponesi. Tale via si è trasformata nel tempo fino al nostro contesto storico e sociale ovvero si è trasformata da percorso di apprendimento delle tecniche di combattimento (bu-jutsu) in via di perfezionamento del sé (bu-do) con un preciso contenuto etico (liberamente tratto dal Budo Kensho).
L’associazione perciò è aperta a tutti colore che, indipendentemente dalla professione di fede buddista o pratica marziale, vogliono concorrere alla ricerca e all’approfondimento delle motivazioni esistenziali comuni a tutti gli esseri umani attraverso l’utilizzo del corpo.

Art.4 Oggetto
Per il conseguimento dello scopo sociale l’Associazione potrà:
4.1) promuovere attività sportive, ricreative e culturali;
4.2) promuovere attività motorie per il migliorare la consapevolezza della propria percezione corporea;
4.3) gestire in proprio i luoghi (palestra, dojo, impianto sportivo o altro) idoneo allo svolgimento della proprie attività;
4.4) diffondere informazioni e riflessioni utilizzando qualsiasi strumento di comunicazione di massa;
4.5) cooperare con altre associazioni per iniziative comuni, in coerenza con i rispettivi statuti;
4.6) effettuare affiliazioni a federazioni sportive e ricreative, a carattere locale, nazionale e internazionale.

img_20160912_203040
I soci fondatori
Grazie a Lorenzo per presenza e scatto delle foto di gruppo e a Carlo/Carletto (anche) per scatti e materiale fotografico (che non pubblico qui)

Milano Mushinkan – Riiniziano i corsi

Avviate le attività settimana scorsa con svuotamento, imbiancatura, pulizia e riordino del Dojo e prevedendo di dover fare altri lavori di muratura prossimamente … riprendono i corsi e la normale pratica:

Lunedì
19:00-20:45
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
Avanzati
Lunedì
20:45-22:00
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
Principianti
Mercoledì mattina
7:00-8:00
Zazen
Giovedì
19:00-21:00
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
Avanzati
Sabato mattina
7:30-8:30
Zazen
Sabato Mattina
9:30 – 12:00
Spada Giapponese
Katori Shinto Ryu
previo accordo e prenotazione
per piccoli gruppi

Per maggiori informazioni Carlo Hogaku Faleschini carlo.hogaku@gmail.com

Presso il Mushinkan si praticano anche Aikido, Danze dei Fiori di Bach, KoBudo, Viniyoga, Hatayoga, e Tolokin Meditazione.

Cornaredo e Rho: ripartono i Corsi !!!!

Ripubblico da https://dojofudoshin.wordpress.com/2016/09/11/cornaredo-e-rho-ripartono-i-corsi/

Finite le ferie è tempo di riprendere gli allenamenti

Come lo scorso anno i corsi saranno il Mercoledì presso la palestra “il Melograno” Via Brera N° 31 Cornaredo (Mi) e il Giovedì presso la palestra scuola elementare “Franceschini” Via Tevere N° 13 Rho (Mi) e avranno inizio da Mercoledì 14

Ricominciamo!!!

il calendario settimanale sarà

Mercoledì Dalle 18.00 alle 19.30 Aikido Cornaredo
Centro Melograno Via Brera 31
Mercoledì Dalle 19.30 alle 21.30 Spada giapponese
(katori shinto ryu)
Cornaredo
Centro Melograno Via Brera 31
Mercoledì Dalle 21.30 alle 23.00 Aikido Adulti Cornaredo
Centro Melograno Via Brera 31
Giovedì Dalle 18.30 alle 19.30 Aikido Bambini Rho
palestra scuola elementare Franceschini
Via Tevere 13
Giovedì Dalle 20.00 alle 22.00 Spada giapponese
(katori shinto ryu)
Rho
palestra scuola elementare Franceschini
Via Tevere 13

Ecco il volantino con alcune brevi note esplicative

cornaredovolantno

Budo Kensho – lo statuto del Budo

Budo-kanji

Dalle mie navigazioni e letture online oggi vi segnalo il Budo Kensho, lo statuto del Budo sottoscritto da molte prestigiose associazioni, leggendolo capirete perchè mi piace pubblicarlo e condividerlo con voi.

Il testo che segue è stato pubblicato nel 1987 dalla Nippon Budo Kyogikai, Associazione Giapponese dei Budo. Negli anni Ottanta in Giappone si comprese che l’internazionalizzazione del Budo, ampliando la diffusione a un numero crescente di persone nel mondo, minacciava l’identità storica, culturale e spirituale del Budo rischiando di ridurre le discipline a semplici sport agonistici. (NDR quante volte il M°Hatakeyama ci ha ripetuto “Budo non è Sport”?)

Goro Yamanaka, funzionario della Nippon Budo Kyogikai, propose di stilare un documento comune alle Federazioni dei Budo che definisse i principi fondamentali e affermasse la funzione educativa dello spirito dei praticanti. Dopo varie conferenze, articoli e riunioni di due Commissioni nel 1987 venne stilato e approvato lo Statuto del Budo.

 

mokuroku

 

Budo, le Vie marziali giapponesi, trovano la loro origine nell’antico spirito marziale
del Giappone. Attraverso secoli di cambiamenti storici e sociali, queste forme di cultura tradizionale si sono evolute da tecniche di combattimento (jutsu) a Vie di perfezionamento di sé (do).

Cercando la perfetta unificazione di tecnica e mente, i Budo sono stati raffinati e perfezionati in Vie di allenamento fisico e sviluppo spirituale. Lo studio del Budo incoraggia un comportamento improntato alla cortesia, ricerca l’efficacia tecnica, rinforza il corpo e perfeziona la mente. I moderni giapponesi hanno ereditato i valori tradizionali attraverso il Budo che continua a giocare un ruolo determinante nella formazione della loro personalità, offrendosi come fonte inesauribile di illimitata energia e rigenerazione. Per queste sue qualità il Budo ha attratto un grande interesse internazionale ed è studiato in tutto il mondo.

Tuttavia, una recente tendenza ad interessarsi soltanto delle abilità tecniche aggravata da una eccessiva preoccupazione per la vittoria rappresenta una severa minaccia verso l’essenza del Budo.
Per prevenire ogni possibile travisamento i praticanti del Budo devono impegnarsi in una costante autoanalisi e sforzarsi di perfezionare e preservare questa cultura tradizionale.

È con questa speranza che noi, le organizzazioni facenti parte dell’Associazione Giapponese del Budo, abbiamo formulato questa Carta al fine di preservare i principi fondamentali del Budo.

ARTICOLO 1: OBIETTIVO DEL BUDŌ
Attraverso l’allenamento fisico e mentale nelle Vie marziali giapponesi, gli esponenti del Budo ricercano il perfezionamento della propria personalità, il miglioramento della loro capacità di giudizio, e divenire individui capaci di disciplina in grado di offrire un prezioso contributo alla società in generale.

ARTICOLO 2: KEIKO (allenamento)
Durante l’allenamento nel Budo, i praticanti devono sempre agire con rispetto e cortesia, aderire ai principi fondamentali dell’arte, e resistere alla tentazione di ricercare solo l’abilità tecnica piuttosto che sforzarsi di raggiungere la perfetta unità di corpo, mente e tecnica.

ARTICOLO 3: SHIAI (la competizione)
Sia nel competere in un combattimento quanto nell’eseguire dei Kata, i praticanti devono esprimere lo spirito che è alla base del Budo. Devono fare del proprio meglio per tutto il tempo, vincere con modestia, accettare elegantemente la sconfitta, e dimostrare un costante autocontrollo.

ARTICOLO 4: IL DŌJŌ (la sala dedicata alla pratica)
Il Dojo è un luogo privilegiato dove allenare la mente ed il corpo. Nel Dojo i praticanti di Budo devono mantenere la disciplina e mostrare costantemente un atteggiamento cortese e rispettoso. Il Dojo dovrebbe essere un ambiente quieto, pulito, sicuro e solenne.

ARTICOLO 5: L’INSEGNAMENTO
Gli Insegnanti del Budo devono incoraggiare costantemente gli altri a perfezionare se stessi mentre continuano ad allenare diligentemente la propria mente ed il proprio corpo continuando ad approfondire costantemente la propria comprensione dei principi tecnici del Budo. Gli Insegnanti non devono mai permettere che l’attenzione venga posta sulla vittoria o sconfitta o solo sull’abilità tecnica. Soprattutto, gli insegnanti hanno la responsabilità nel loro ruolo di costituire un esempio e un modello.

ARTICOLO 6: PROMOZIONE DEL BUDŌ
Le persone impegnate nella promozione del Budo devono conservare una mente aperta ed una prospettiva internazionale nel difendere i valori tradizionali, dovrebbero sforzarsi nel contribuire alla ricerca ed all’insegnamento e fare il proprio massimo per perfezionare il Budo in ogni modo.

Le Organizzazioni membre dell’Associazione del Budo Giapponese:
Zen Nihon Jūdō Renmei (All Japan Jūdō Federation)
Zen Nihon Kyūdō Renmei (All Japan Kyūdō Federation)
Zen Nihon Karatedō Renmei (Japan Karatedō Federation)
Shōrinji Kempō Renmei (Shōrinji Kempō Federation)
Zen Nihon Jūkendō Renmei (All Japan Jūkendō Federation)
Zen Nippon Kendō Renmei (All Japan Kendō Federation)
Nihon Sumō Renmei (Japan Sumō Federation)
Aikikai (Aikikai Foundation)
Zen Nihon Naginata Renmei (All Japan Naginata Federation)
Nippon Budōkan (Nippon Budōkan Foundation)

Approvata il 23 Aprile 1987 dalla Japanese Budō Association Nippon Budō Kyōgikai
Revisione della traduzione Inglese 16 September, 2004
© 2004 The Japanese Budō Association

Fonti:
http://www.accademiaprocesi.it/orientamenti/statuto-budo-budo-kensho-budo-charter/
http://www.taianokai.org/wp-content/uploads/2011/10/Budo-Kensho.pdf
http://www.budokan.se/hikari/wp-content/uploads/2013/08/hikari_internanslag_budo_kensho.pdf

The Budō Charter

http://www.nipponbudokan.or.jp/shinkoujigyou/kenshou.html