Tenshin Shōden Katori Shintō Ryū (proprietà culturale intangibile della prefettura di Chiba)

katori_art L’articolo che pubblichiamo oggi ci perviene grazie alla cortesia del M°Costantino Brandozzi che, pur non praticando Katori Shinto Ryu, ha condiviso questo articolo su Facebook e la traduzione su slideshare e al sempre disponibile M°Sandro Furzi che lo ha cortesemente tradotto. Rinnovo anche qui i miei ringraziamenti ad entrambe.

Prima ancor dell’articolo, condivido un commento di Sandro, che trovo correto e doveroso e che, credo, dovrebbe far riflettere noi praticanti di Katori Shinto Ryu su come presentiamo e raccontiamo la bella arte marziale che tutti pratichiamo. Anche per questo ringrazio ancora Sandro ” … vi prego di non prendere le mie parole come polemica, mi preme solo ricordare c’è una differenza abissale tra lo status di tesoro nazionale e quello di proprietà culturale intangibile di una data prefettura. Nessuna arte marziale, per quanto antica e distinta, può fregiarsi del primo titolo, mentre il secondo è stato riconosciuto a diverse tradizioni in tutto il Giappone. Ad esempio, nella prefettura di Chiba non è solo la Katori Shintō Ryū ad averlo, ma anche la Tatsumi Ryū. Il maestro Ōtake, infine, non è tesoro nazionale (ningen kokuhō) ma detentore della tradizione (hojisha) insieme a suo figlio maggiore Nobutoshi ed al sōke di 20° generazione Iizasa Yasusada.”

Qui trovate tread e commenti su Facebook

“Tenshin Shōden Katori Shintō Ryū (proprietà culturale intangibile della prefettura di Chiba)

LA PIÙ ANTICA SCUOLA DI ARTI MARZIALI GIAPPONESI TRAMANDATA ANCORA OGGI

La Tenshin Shōden Katori Shintō Ryū è un sistema di combattimento codificato a metà del periodo Muromachi da Iizasa Chōisai Ienao (1387 – 1488), un comandate militare originario del villaggio di Iizasa (oggi corrispondente alla cittadina di Tako) nel distretto di Katori. Il curriculum tecnico di questa tradizione è piuttosto variegato, includendo tra le altre kenjutsu (scherma), iaijutsu (tecniche di estrazione e taglio), sōjutsu (tecniche di lancia), naginatajutsu (tecniche di alabarda), shurikenjutsu (tecniche con armi da lancio), bōjutsu (tecniche di bastone lungo), chikujōjutsu (tecniche di costruzione e fortificazioni di castelli); una scuola di combattimento omnicomprensiva (sōgō bujutsu), che sarebbe opportuno indicare con il termine bugei jūhappan(1). Attualmente, il caposcuola di 20° generazione vive a Sawara, nella città di Katori, ed a trasmettere le tecniche della Katori Shintō Ryū nel dōjō di Shimofukuda è il maestro Ōtake Risuke, l’unico ad essere in possesso del gokui kaiden (livello di trasmissione totale).

La particolarità della Katori Shintō Ryū è di essere sempre mentalmente predisposti ad un combattimento come se ci si trovasse in epoca Sengoku, dove all’attacco del nemico si risponde con un attacco ancora più veloce che ci permetterà di sconfiggerlo, e dove ogni tecnica è strutturata in modo che qualsiasi colpo sia quello definitivo (ichigeki hissatsu). Durante l’allenamento si utilizza il bokutō (spada di legno) e non si indossa il bōgu (l’armatura del kendō). Una pratica davvero severa, che ci accosta continuamente al concetto della morte. Dall’altro lato, tuttavia, la scuola proibisce severamente di combattere, secondo il principio per cui “la strategia è perseguire la pace (2).” In altre parole, la strategia non è altro che un metodo per salvaguardare la pace, un concetto secondo il quale il massimo del risultato è ottenere la vittoria senza combattere. L’apprendimento di una tecnica che permette di uccidere con un solo colpo (ichigekhissatsu) ed il mantenimento della pace (heihō). Il maestro Ōtake ci ha raccontato un episodio che meglio di ogni altro può spiegare questa dualità, che a prima vista risulta contradditoria.

“A dire il vero, durante il 35° anno dell’epoca Shōwa (1960), quando la Katori Shintō Ryū fu indicata dalla prefettura come proprietà culturale intangibile (era la prima volta che accadeva nel mondo del budō), un responsabile della prefettura stessa lanciò una sfida alla nostra scuola. Ciò ci lasciò molto perplessi, tanto che pensammo addirittura di rinunciare allo status che ci veniva offerto; tuttavia, trattandosi di un’occasione per cui anche il valore storico della scuola sarebbe stato riconosciuto, fu deciso che sarei stato io a battermi contro chi ci aveva sfidato. Poiché ero sul punto di affrontare un combattimento contro un’altra scuola (taryūjiai), pratica assolutamente vietata nella nostra tradizione, qualora fossi stato sconfitto non avrei potuto fare altro che morire. Questa era la determinazione che avevo all’epoca. La prefettura, venuta a conoscenza del fatto che ero risoluto a rischiare la mia vita combattendo senza indossare il bōgu, ritirò immediatamente la sfida e ci riconobbe come proprietà culturale intangibile senza sollevare ulteriori polemiche. Si può proprio affermare che vincemmo senza combattere”.

Recentemente, in seguito al boom del budō, molti europei ed americani hanno visitato il dōjō di Ōtake con l’obiettivo di affrontare una pratica spirituale. Il primo straniero ad allenarsi al dōjō fu l’americano Donn Draeger, maestro di quell’Anton Geesink che avrebbe vinto la medaglia d’oro di
jūdō alle Olimpiadi di Tōkyō. Dopo un addestramento tecnico e mentale durato diciassette anni, divenne la prima persona a divulgare la Katori Shintō Ryū al di fuori del Giappone. Questa scuola, oggi diffusa in tutto il mondo, rappresenta ininterrottamente da seicento anni l’origine del budō giapponese. Il maestro Ōtake, per il quale il peso della tradizione e la responsabilità che da essa ne deriva sono motivo d’orgoglio, si fece rappresentante della cultura tradizionale giapponese dimostrando la Katori Shintō Ryū il 18 Ottobre 2003 nell’istituto internazionale di cultura di Narita, in occasione del 13° Summit nippo-americano della società civile.”

Il testo giapponese del seguente articolo è contenuto all’interno della homepage della città di Narita e visualizzabile al seguente indirizzo: http://www.city.narita.chiba.jp/sisei/koho/2003/1015/index.html

Traduzione e note a cura di Sandro Furzi

1 = Bugei jūhappan è una denominazione con la quale ci si riferiva alle arti marziali nella loro totalità. Letteralmente può essere tradotto come “le diciotto arti guerriere”. Originatosi in Cina, entrò nella cultura militare giapponese probabilmente a metà dell’epoca Edo. Ad ogni modo, il numero diciotto è soltanto indicativo dal momento che le arti da combattimento nipponiche superano nel loro insieme questa cifra.
2 = In lingua giapponese questo principio è indicato come “heihō wa heihō nari”. Ci troviamo dunque di fronte ad un gioco di parole (kakekotoba) in cui i concetti di “strategia” e “pace”, seppur scritti con ideogrammi diversi (兵法 e 平法), si pronunciano allo stesso modo. Così facendo si sottolinea ancora più marcatamente che la miglior strategia è quella della non belligeranza.

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2 Responses to Tenshin Shōden Katori Shintō Ryū (proprietà culturale intangibile della prefettura di Chiba)

  1. Ciao Rodolfo, è vero, non pratico più il Katori, ma l’ho praticato per 10 anni, dal 1993 al 2003 con Hatakeyama sensei ed il M° Sugino YukihiroHo deciso di lasciarlo per dedicarmi totalmente all’Hoki Ryu (iniziato nel 1983) ed al Katayama Ryu che proprio in quegli ultimi anni (2002) avevo scoperto in Giappone, grazie alla visita effettuata con Kumai sensei ai dojo del M° Niwata ad Osaka e Nakashima ad Iwakuni. A distanza di 10 anni posso dire di non essere pentito della decisione!.
    Grazie per aver linkato il documento in questa tua pagina; esso ha effettivamente lo scopo di portare un pò di chiarezza in un ambiene che ho conosciuto piuttosto bene! Buona giornata!

    • Ciao Costantino … mi sembrava di ricordarlo ma non ero sicuro (e ho deciso di ometterlo) inoltre sarebbe stato ragionevole supporlo considerando che il Maestro Kumai è stato fondamentale nell’introduzione e diffusione del Katori Shinto Ryu in Italia e altrettanto lo sono stati e lo sono tuttora alcuni suoi allievi, anche chi, come te, non pratica ma e’ sempre e ancora “sul pezzo”.

      Grazie a te per aver condiviso il documento, auspico anche io che migliori la chiarezza del nostro ambiente … da bravo testone quale sono iniziero’ a parlarne direttamente con colo i quali sento piu’ vicini a me su questo argomento.

      altrettanto buona giornata.
      😉 ROd

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