12 marzo Katori a Capriate S.Gervaso

il Kasumi dojo, di cui Claudio Lamonica e’ Dojo-cho, e’ lieto di invitare i propri amici ed i praticanti a loro vicini ad un allenamento in amicizia, una festa di primavera calcando insieme il tatami, “una semplice proposta per rinsaldare le amicizie, una cosa seria ma non seriosa, per tutti”

Un boschetto di meli
Un boschetto di meli: sugli altari
bruciano incensi.
Mormora fresca l’acqua tra i rami
tacitamente, tutto il mondo è ombrato di rose.
Stormiscono le fronde e ne discende
un molle sonno
e di fiori di loto come a festa
fiorito è il prato, esalano gli aneti
sapore di miele
(Saffo)
Primavera
Sarà un volto chiaro.
S’apriranno le strade
sui colli di pini
e di pietra….
I fiori spruzzati
di colore alle fontane
occhieggeranno come
donne divertite: le scale
le terrazze le rondini
canteranno nel sole.
(C. Pavese)
La primavera del mare
Anche il mare ha la sua primavera:
rondini all’alba, lucciole alla sera.
Ha i suoi meravigliosi prati
di rosa e di viola,
che qualcuno invisibile, là, falcia,
e ammucchia il fieno
in cumuli di fresche nuvole.
Si perdon le correnti
come pallide strade
tra le siepi dei venti,
da cui sembra venire, nella pioggia,
come un amaro odore
di biancospino in fiore.
E certo, nella valle più lontana,
un pastore instancabile tonde
il suo gregge infinito di onde,
tanta è la lana
che viene a spumeggiare sulla riva.

(C. Govoni)

21 marzo
La prima rondine
venne iersera
a dirmi: E’ prossima la Primavera!
Ridon le primule
nel prato, gialle,
e ho visto, credimi,
già tre farfalle.
Accarezzandola
così le ho detto:
– Sì è tempo, rondine,
vola sul tetto!
Ma perché agli uomini
ritorni in viso
come nei teneri
prati il sorriso
un’altra rondine
deve tornare
dal lungo esilio,
di là dal mare.
La Pace, o rondine,
che voli a sera!
Essa è per gli uomini
la primavera.

(G. Rodari)

E’ dolce primavera
Alla selve, alle foglie dei boschi è dolce
a primavera gonfia la terra avida di semi.
Allora il Cielo, padre onnipotente, scende
Con piogge fertili
E acende ogni suo germe. Gli arbusti risuonano
Del canto degli uccelli, i prati rinverdiscono.
E i campi si aprono: si sparge la tenera acqua;
ora al nuovo sole si affidano i nuovi germogli.
Virgilio ( poeta latino)
Primavera
Da i verdi umidi margini
La violetta odora,
il mandorlo s’infiora
ritorni in viso
trillan gli uccelli a vol.

(G. Carducci da Rime Nuove)

L’inverno è ormai passato
L’inverno è ormai passato,
l’epoca delle piogge se n’è andata.
I fiori sono apparsi sulla terra
Ed in questo momento è primavera.
E’ tempo di cantare.
La voce della tortora è nell’aria,
e il fico ha messo i primaticci teneri: le viti in fiore mandano profumi.

(Da Il Cantico dei cantici)

Primavera brilla nell’aria
Primavera d’intorno
Brilla nell’aria, e per li campi esulta,
sì che a mirarla intenerisce il core.
Odi greggi belar, muggire armenti;
gli altri augelli, contenti, a gara insieme,
per lo libero ciel fan mille giri,
pur festeggiando il loro tempo migliore.

(G. Leopardi)

Marzo è il terzo mese dell’anno secondo il calendario gregoriano, ed il primo della primavera nell’emisfero boreale, dell’autunno nell’emisfero australe, conta di 31 giorni e si colloca nella prima metà di un anno civile. Il nome deriva dal dio romano Marte, dio della guerra, poiché era proprio nel mese di marzo che in genere iniziavano le guerre.
Marte (in latino Mars) è, secondo la mitologia romana del I secolo a.C., il dio della guerra, mentre per quella arcaica dio del tuono, della pioggia, della natura e della fertilità.
In quanto dio della primavera, periodo rappresentava la virtù e la forza della natura e della gioventù, che nei tempi antichi era dedita alla pratica militare: come dio protettore dalle calamità agricole abbiamo la preghiera rimastaci nel De agri cultura di Catone, che lo invoca per proteggere i campi da ogni tipo di sciagura e malattia.
Con “Primavera” ci si riferisce alla prima stagione dell’anno, compresa tra il 21 Marzo e il 21 Giugno, dunque, tra l’equinozio di Primavera e il solstizio d’Estate.
Secondo la suddivisione astronomica una stagione è l’intervallo di tempo che intercorre tra un equinozio ed un solstizio. Si distinguono quindi quattro stagioni: primavera, estate, autunno, inverno, ciascuna delle quali ha una durata costante e ben definita nel corso dell’anno, indipendente dalla latitudine e dalla collocazione geografica.
A seconda dell’anno la primavera boreale inizia il 20 o il 21 marzo (equinozio di primavera), l’estate boreale il 20 o il 21 giugno (solstizio d’estate), l’autunno boreale il 22 o il 23 settembre (equinozio d’autunno) e l’inverno boreale il 21 o il 22 dicembre (solstizio d’inverno).
Di norma, per convenzione meteorologica, alle medie latitudini temperate le stagioni meteorologiche (autunno, inverno, primavera, estate) sono sfasate in anticipo di circa 21-23 giorni rispetto a solstizi ed equinozi, mantenendo immutata la loro durata tipica di 3 mesi. Così, l’inverno inizia il 1º dicembre e termina il 28-29 febbraio anziché iniziare il 21 dicembre e terminare il 20 marzo, la primavera è compresa nell’arco che va dal 1º marzo al 31 maggio anziché dal 21 marzo al 21 giugno, l’estate va dal 1º giugno al 31 agosto anziché dal 21 giugno al 23 settembre, infine l’autunno è compreso nell’arco che va dal 1º settembre al 30 novembre anziché dal 23 settembre al 21 dicembre. La ragione di questa diversità tra stagioni meteorologiche e astronomiche sta ancora una volta nei mutamenti climatici annuali, o per meglio dire nell’assestamento in regime di diversità che circolazione atmosferica e radiazione solare incidente statisticamente hanno in corrispondenza di detti periodi, al punto da identificarli appunto con le stagioni
Anche a Oriente. La primavera in Giappone rappresenta un momento importante. E’ il periodo in cui sbocciano i meravigliosi fiori di ciliegio giapponese, i “sakura”, che per secoli sono stati uno dei simboli della casta dei samurai. I giapponesi celebrano con entusiasmo e partecipazione la stagione Hanami, ovvero la primavera giapponese, che significa “fiori da guardare”. In questo periodo spiccano i caratteristici ciliegi in fiore, uno fra i più importanti simboli del paese. La tradizione popolare accomuna i petali dei fiori di ciliegio alla vita dei samurai. Una breve e intensa esplosione di colore spicca per tutta la durata della fioritura, prima che la natura faccia il suo corso: una fioritura che si identifica con la brevità e la fragilità dell’esistenza

In sintesi, sta arrivando la “primavera”, dai più la stagione più attesa. Rifiorisce la vita, colori e profumi prendono il sopravvento, ci si risveglia dal letargo, riprende la nostra voglia di uscire e di curiosare all’aria aperta, la luce riprende il sopravvento sulle tenebre, ovvero, le giornate si allungano. Ed è proprio per questo, ed altro ancora, che abbiamo deciso di organizzare un allenamento insieme

il 12 marzo 2011
Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu

presieduto dal Maestro Gianfranco Mor Stabilini

presso la palestra “Atlantic Sport” di Capriate San Gervasio

A metà dell’allenamento ci sarà una pausa per rifocillarsi.

Orari: 10.00 – 16.00 – Costo Euro 10,00.

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