Shinto Meiji Jingu Shrine – il Santuario Meiji



Meiji Jingu

è a Tokyo, nei pressi della stazione di Harajuku, isolato e in un contesto boschivo nel cuore della città, è una perla del culto Shinto ed è dedicato alle anime dell’Imperatore Mutsuhito e di sua moglie, l’Imperatrice Shōken.

L’Imperatore Meiji morì nel 1912 e la moglie nel 1914, il santuario fu costruito in loro onore, i lavori cominciarono nel 1915, diretti dall’architetto Itō Chūta, il santuario venne inaugurato e consacrato nel 1920 e fu completato nel 1921. L’edificio originale venne distrutto durante la Seconda guerra mondiale e l’attuale fu completato nell’ottobre 1958.

Il territorio occupato dal santuario è suddiviso in due zone: Naien, o giardino principale, è l’area con gli edifici sacri e include anche un museo dove sono conservati oggetti appartenuti all’imperatore Meiji e all’imperatrice Shōken. Il museo è costruito in stile Azekurazukuri.
Gaien, o giardino esterno, che include la galleria di dipinti dei Meiji, una collezione di ottanta illustrazioni raffiguranti eventi chiave nella vita dell’imperatore e della consorte. Nel Gaien ci sono anche varie attrazioni sportive come lo stadio nazionale, che lo rendono uno dei più importanti centri sportivi del Giappone. Altro luogo importante è la sala memoriale Meiji, originariamente usata come luogo per incontri governativi. Oggi è usata per celebrare matrimoni shintoisti.

Le aree sono coperte da una foresta sempreverde di 120,000 alberi appartenenti a 365 specie differenti, donati dal popolo giapponese quando il santuario fu edificato. Questa foresta di 700,000 metri quadrati (175 acri circa) nel cuore di Tokyo è visitata quotidianamente sia come luogo sacro e meditativo sia come area di ricreazione.

Il santuario è costruito su di un’area dove l’imperatore e l’imperatrice Meiji si recavano abitualmente. Le strutture sono essenzialmente in legno di cipresso giapponese proveniente da Kiso e sono costruite secondo lo stile Nagarezukuri. Una delle ragioni per cui è stato scelto proprio questo sito fu perchè qui c’era il giardino di iris disegnato personalmente dall’Imperatore Meiji per la gioia ed il piacere dell’Imperatrice.

Il santuario è costruito in modo abbastanza differente dalla maggior parte degli altri templi Shinto, poichè è un santuario di stato elevato legato alla Famiglia Imperiale, infatti viene utilizzato il termine jingū al posto di jinja usato per gli altri templi e il simbolo imperiale si trova ovunque nelle decorazioni e negli edifici. Lo stato fondò il santuario per incoraggiare la pratica di enfatizzare l’Imperatore in quanto essere divino. Può essere detto molto sul significato del tempio durante gli anni che condussero alla seconda guerra mondiale e sulla sua funzione di promozione dello Shinto di Stato.

Una delle sorprendenti caratteristiche è che ci sono barili di sake posizionati lungo tutto il percorso di avvicinamento al tempio. I coloratissimi barili di sake sono un dono al santuario da parte dei produttori di sake, che è spesso utilizzato nei rituali Shinto e ha un ruolo importante in molte cerimonie. Questo può essere visto anche in altri santuari, quello che è solo qui sono i barili di vino posizionati di fronte a quelli di sake, si tratta di un dono da parte dei vinai della Borgogna in Francia, che si dice l’Imperatore Meiji apprezzasse.

Lo Shiseikan Budojo e la sala per la pratica del Budo tradizionale, è stata costruita nel 1973 per supportare le persone che vogliono promuovere l’educazione morale alla salute attraverso la pratica del Budo tradizionale. Ad oggi sono attivi i corsi in varie discipline come Kyudo, Judo, Kendo e Aikido. Oltre ai corsi di pratica, vengono ospitate anche conferenze sul Budo e argomenti correlati.

Meiji Jingu Kobudo Embu Taikai

Una gran folla si raduna ogni anno al tempio il 3 di novembre, in occasione della Festa della Cultura. Le donne e i bambini vi partecipano indossando i tradizionali kimono. Vi sono mostre di crisantemi, si celebrano matrimoni e nel parco si rinnova l’antico rito dello Yabusame (torneo di arcieri a cavallo).

La dimostrazione di Kobudo viene organizzata dalla Nihon Kobudo Shinkokai organization, una delle principali organizzazioni di praticanti delle antiche Koryu. La prima Embu (dimostrazione) inizia alle 10am, dopo una breve cerimonia accompagnata dal suono delle conchiglie a tromba.
60 scuole presentano le proprie dimostrazioni in due aree avendo a disposizione 10 minuti ciascuna. La cerimonia termina alle 4pm con l’Hojutsu, la moschetteria tradizionale giapponese.

Alcune scuole come Katori Shinto Ryu o Yagyu Shinkage Ryu sono rappresentate da più gruppi ed è confortante vedere che, nonostante le differenze, le organizzazioni di Kobudo sono capaci di presentarsi insieme per eventi di tale importanza.






Sito Web
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Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_Meiji
http://www.meijijingu.or.jp/english/index.html
https://www.japan-experience.it/citta-tokyo/santuario-meiji-jingu

Meiji-jingū: Guide to Tokyo’s major Shinto shrine


https://www.seidoshop.com/blogs/the-seido-blog/53-meiji-shrine-kobudo-embu-taikai

Commemoriamo Hatakeyama, insieme nello spirito del keiko

Tutti insieme condividendo la pratica e lo spirito, alcuni fisicamente insieme, altri fisicamente distanti. Commemorando condividiamo lo stesso spirito, un solo spirito, quello di una delle frasi più ripetute dal Maestro Hatakeyama Goro “Tanto tanto keiko, praticate sempre, ogni giorno, ogni volta che potete”.

Ricorre il decimo anniversario della dipartita del Maestro Hatakeyama Goro, mentre questo post si pubblica da solo (lo ho programmato) sono sul tatami a praticare alla cerimonia organizzata da Kobukan dojo e Mushinkan e alla quale partecipano anche altri praticanti e altri dojo.

L’intenzione è quella di ricordarlo rispettosamente ed onorare la sua memoria, riconoscendo che ha insegnato sempre in modo generoso e disinteressato. Un gesto di rispetto ed affetto, per ripercorrere e ribadire quanto abbiamo in comune, la sua pratica e le forme, così come ce le ha mostrate e come le hanno tradotte e le trasmettono i suoi interpreti e volendo offrire a ciascuno dei presenti l’opportunità di entrare nuovamente in contatto con quella visione e quello spirito.

Anche altri dojo, altre associazioni, altri praticanti hanno commemorato e stanno commemorando il nostro Maestro in altri luoghi tanto o poco distanti.

La pratica, il keiko, la dedizione che infondiamo e anche nostra semplice presenza, ci uniscono travalicando ogni distanza, ogni differenza, ogni distinzione.

Oggi, adesso, qui e ovunque voi stiate commemorando il Maestro … siamo tutti uniti, siamo tutti lo stesso spirito.

Onegai Shimasu

Il Maestro Goro Hatakeyama, nato a Tokyo il 17 agosto del 1928, inizia lo studio delle arti marziali a 13 anni praticando judo, sumo e kendo mentre frequenta le scuole. Nel dopoguerra inizia a praticare uno stile tradizionale di Ju Jutsu, ma, in seguito alla morte senza eredi del Soke, la scuola chiude. Nel 1960 inizia la pratica del Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu presso il Dojo di Yoshio Sugino Sensei di cui diviene allievo diretto e rapidamente primo assistente.
Ottenuto il IX° dan Menkyo Kaiden dal M° Yoshio Sugino, si dedica all’insegnamento del Tenshin Shoden Katori Shinto Ryu. Quando il Maestro Sugino si ritira dall’insegnamento all’estero per motivi di età, il maestro Hatakeyama lo sostituisce continuando la sua opera di insegnamento al di fuori del Giappone con stage in Francia, Olanda, Belgio, Svizzera, Italia, Gran Bretagna, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Russia, Canada e Stati Uniti.
Dopo la morte del M° Yoshio Sugino, avvenuta nel 1999, il Maestro si stacca dal Sugino Dojo per riproporre il Katori Shinto Ryu degli anni della sua giovinezza rivisto con gli occhi di 40 anni di esperienza. Il 9 Dicembre 2009, a Kamakura, ci lascia dopo una non lunga malattia.

Shinto Itsukushima Jinja – il Santuario di Itsukushima



Itsukushima Jinja

si trova sull’isola di Miyajima, nella città di Hatsukaichi, prefettura di Hiroshima, il sito è inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, nonché tesoro nazionale del Giappone, ed è incluso nel parco nazionale di Setonaikai.

Il santuario fu costruito per via della sacralità dell’isola stessa su cui sorge, ritenuta di origine divina. L’ingresso all’isola è stato a lungo vietato, finché ai pellegrini è stato concesso di raggiungere il santuario costruito su palafitte all’interno di una piccola baia dell’isola.

Ichikishimahime-no-mikoto, Tagorihime-no-mikoto e Tagitsuhime-no-mikoto sono i tre kami del santuario, nacquero quando Amaterasu Ōmikami e suo fratello Susanoo-no-mikoto fecero una solenne promessa sul Piano Celeste usando un gioiello e una spada. Sin dai tempi più antichi sono stati riveriti e venerati come divinità che si occupano di assicurare il benessere della famiglia imperiale, fanno da guardia alla nazione e e proteggono la gente di mare.

Quando i kami stavano cercando la miglior località in cui stabilirsi, Saeki no Kuramoto, che governava sull’isola, ricevette una profezia, guidato da un corvo divino proveniente dai Paini Celesti, navigò intrno all’isola insieme alle divinità e decise di costuire un santuario nel punto in cui l’onda ohe sailed around the island with the deities and decided to build a shrine at this place where the tide si frange e fluisce. Secondo le antiche registrazioni questo avvenne nel 593, l’anno dell’ascesa al trono dell’Imperatrice Suiko.

Il famosissimo torii di conseguenza è stato costruito sull’acqua e collocato in mare di fronte al tempio ed è raggiungibile a piedi solo durante la bassa marea, per le strade dell’isola non è difficile avvistare gruppi di daini e cervi che si aggirano liberamente.

L’isola è accessibile tramite traghetto, con lo scalo poco lontano dal santuario, dal 1878 non sono permesse nascite o morti nella zona del santuario, per mantenerne la purezza, dato il grande valore sacrale che Itsukushima ha in Giappone. Quindi le donne incinte e i malati terminali vengono allontanati dall’isola. Anche le sepolture sono vietate.

La fondazione del santuario si colloca tra il VI e l’VIII secolo e ha mantenuto la sua forma attuale dal 1168. Quell’anno il complesso è stato probabilmente ricostruito grazie a Taira no Kiyomori, il più potente signore giapponese della sua epoca. Le successive riedificazioni seguite a distruzioni hanno seguito l’impostazione data in questo periodo al santuario, sia nella forma che nello stile.

Il santuario consiste in una serie di strutture a palafitta situate sulla baia dell’isola di Itsukushima, è circondato da edifici ausiliari associati allo shintoismo e al buddismo e costruiti a secoli di distanza tra loro secondo stili architettonici differenti, essi includono una pagoda a cinque piani, una pagoda a due piani, alcuni santuari e un centro di teatro Nō.

Gli edifici che compongono il santuario sono edificati secondo l’antica architettura shintoista e costituiscono un importante esempio di architettura antica religiosa integrata con il paesaggio naturale. Le forme delicate degli edifici rossi davanti al verde scuro della montagna creano una suggestiva composizione con nitidi contrasti di colori e massa.

Nel corso della sua storia, il santuario è stato più volte danneggiato dalle tempeste, il 5 settembre 2004, il complesso religioso fu seriamente danneggiato da un tifone: i tetti e i camminamenti furono parzialmente distrutti, e per questo rimase chiuso per lavori di ricostruzione. Oggi è riaperto al pubblico, anche se i delicati lavori di restauro sono tuttora in corso.

Il torii

Il torii del santuario di Itsukushima è una delle maggiori attrattive turistiche del Giappone, e l’immagine del portale di fronte al Monte Misen dell’isola è una delle classiche tre viste del Giappone (insieme alla lingua di sabbia di Amanohashidate e alla baia di Matsushima). Il portale originale è stato eretto nel 1168, ma la versione attuale è del 1875.

Il torii è alto sedici metri ed è costruito in selezionatissimo legno di canfora, fatto venire appositamente da Miyazaki, nel Kyūshū. Lo stile è quello denominato “a quattro pilastri” (yotsu-ashi), che consente maggiore stabilità alla struttura. Con l’alta marea il portale è accessibile solo in barca, con la bassa marea può essere raggiunto a piedi dall’isola. È un’usanza comune per i visitatori inserire monete nelle crepe dei pilastri del torii esprimendo un desiderio, un’altra abitudine degli abitanti del luogo è riunirsi alla bassa marea per raccogliere i crostacei attaccati alla base del torii stesso. Di notte il torii è illuminato.

Pagode e tempio buddista

Daishō-in: Il tempio buddista di Daishō-in o Daisyō-in o Suishō-ji permette di godere di un’ottima vista sull’isola. Si trova sul monte Misen, venne fondato dal monaco Kūkai, padre del buddismo Shingon.
Goju no to (Pagoda a cinque piani) inizialmente costruita nel 1407 e poi ricostruita nel 1533. Costruita in legno ed alta 27 metri ricomprende motivi giapponesi ed anche cinesi, l’interno della pagoda è decorato con motivi bene auguranti con draghi e fiori di loto. Purtroppo non è permessa l’entrata all’interno della pagoda.
Tahoto (Pagoda a due piani) Costruita nel 1523, un tempo era chiamato Hozan shrine. La pagoda è circondata da alberi di ciliegio e quando fioriscono il luogo diventa davvero incantevole.





Sito Web
Canale Youtube Pagina Facebook Pagina Instagram

Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Itsukushima
http://www.en.itsukushimajinja.jp/history.html
https://www.japanitaly.it/miyajima2/

Commemorazione per la decima ricorrenza Hatakeyama Goro – invito da Kobukan dojo e MuShinKan

Segnalo l’evento ed estendo l’invito a partecipare a pratica e TAIKAI.

Cliccando sull’immagine precedente potete scaricare il programma, qui di seguito l’invito, ritoccato solo un pochino per integrare due messaggi.

Cari Maestra/o, Istruttrice/Istruttore, compagna/o d’armi del Katori Shinto Ryu.

il prossimo 8 dicembre saranno dieci anni dalla morte del Maestro Goro Hatakeyama (da ciò abbiamo intitolato 10 inverni), durante questo tempo sono successe molte cose e ciascuno di noi ha seguito il proprio percorso, come peraltro il Maestro aveva previsto poco prima della sua dipartita, anche al di fuori del suo insegnamento.

Vi scriviamo perché crediamo che questo “anniversario” rappresenti una buona occasione per ritrovarci tutti insieme come quando il Maestro era vivo incontrandoci nella pratica, ma non solo.

Abbiamo pensato ad un incontro per ricordarlo rispettosamente ed onorare la sua memoria, riconoscendo che ha insegnato sempre in modo generoso e disinteressato. Un gesto di rispetto ed affetto, per ripercorrere e ribadire quanto abbiamo in comune, la sua pratica e le forme, così come ce le ha mostrate e come le hanno tradotte e le trasmettono i suoi interpreti, gli attuali maestri italiani che vorranno partecipare, e volendo offrire a ciascuno dei presenti l’opportunità di entrare nuovamente in contatto con quella visione e quello spirito. Una occasione di incontro anche per chi non pratica più e vorrebbe comunque essere presente.

Sarà quindi possibile partecipare all’allenamento del sabato pomeriggio e/o partecipare, il giorno successivo, alle dimostrazioni anche portandone una propria individuale o di gruppo, oppure, semplicemente, assistere al Taikai della domenica.

Per piacere fateci sapere se sarete insieme a noi e come preferite partecipare quanto prima e al massimo entro il 30 Novembre 2019, indicando i partecipanti per ogni parte ed eventuali note informative (come ad esempio specifici regimi alimentari, intolleranze, patologie, etc.)

Speriamo di incontrarvi

MuShinKan e Kobukan dojo

Per contatti:

Carlo Hogaku carlo.hogaku@gmail.com
Rodolfo ilrude@yahoo.it

Shinto Izumo Taisha – il Grande Santuario di Izumo



Izumo Taisha

anche chiamato Izumo Ōyashiro, è uno dei più antichi ed importanti Jinja del Giappone. Il suo nome significa “Grande Santuario di Izumo”. È situato a Izumo, nella prefettura di Shimane. Il santuario è dedicato al dio Ōkuninushi-no-mikoto, noto per essere la divinità shintoista del matrimonio, nonché padre dell’industria della seta, della medicina e della pesca.

L’antico tempio di Izumu è citato anche nelle antiche cronache ed è stato designato tesoro nazionale. Secondo le due più antiche cronache giapponesi, il Kojiki e il Nihongi, quando il nipote della dea del Sole Amaterasu, Ninigi-no-Mikoto scese dai cieli, il dio Ōkuninushi gli concesse le sue terre. Amaterasu fu compiaciuta da questo gesto e regalò Izumo Taisha a Ōkuninushi.

lo stile architettonico Taisha-zukuri prende il suo nome dal santuario principale di Izumo Taisha. Questo santuario e gli edifici circostanti sono stati dichiarati tesori nazionali del Giappone. Il tempio presenta un’architettura religiosa primitiva del Giappone ed è circondato da dodici colline e da viali di pini.

Il santuario è costituito da una struttura essenziale e priva di elementi decorativi, è a pianta quadrata in legno liscio e pregiato, ali angoli si levano quattro pilastri di sostegno e le travi del tetto sono sostenute da pilastri laterali.

Il santuario ha avuto nella storia, poca o nessuna influenza sul sincretismo buddhista, al contrario della maggior parte dei santuari Shintō in Giappone, non vi è mai stata nessuna statua del Buddha nell’Izumo Taisha. La dottrina che si pratica nel santuario è conosciuta come Izumo Ōyashiro-kyō.

Il clero del santuario è rappresentato da membri ereditari della famiglia Senge. Il sommo sacerdote è conosciuto come Kokuzō perché in passato molti membri della famiglia ricoprirono tale carica. La leggenda vuole che Ame-no-hohi-no-mikoto, secondo figlio di Amaterasu, fu il primo sommo sacerdote del santuario.

La gerarchia è così organizzata: dopo il sommo sacerdote kokuzō, vengono il kyōtō (vice-sommo sacerdote), due gongūji (assistenti), i negi (sacerdote capo), i suoi assistenti i gonnegi (supplenti del sacerdote capo), seguiti dai kujō (sacerdote) e infine gli shuten.

Il kagura, luogo dedicato alle danze sacre, è adornato con una fune di cinta che con i suoi tredici metri di lunghezza e cinque tonnellate di peso isola la zona consacrata. È una delle più grandi del Giappone. Secondo la leggenda, nel mese di ottobre secondo il calendario lunare qui si riuniscono le molte divinità da tutto il Giappone per decidere ci si unirà con chi e le fortune o sfortune di imprese e persone

Qui il procedimento per la preghiera semplice è leggermente differente perchè prevede che il rito sia “mi inchino due volte, batto le mani quattro volte, prego e mi inchino un’ultima volta”.
Secondo i miti della creazione Okuninushi è stato il creatore della terra del Giappone e regnava in Izumo, divenne noto come divinità delle buone relazioni e del matrimonio, per questo i visitatori battono le mani quattro volte: due per sè stessi e due per il partner che desiderano.

Soga no yashiro

è un santuario ausiliario dello Izumo Taisha, dedicato a Susano-o, kami del mare e delle tempeste.
Molti templi delle regioni Shikoku e Chūgoku, chiamati Izumo yashiki, venivano puruficati con piccole quantità di sabbia prelevata da sotto il pavimento di questo tempio.

Conigli Bianchi

nell’area del santuario ci sono più di 40 statue di conigli bianchi, questo è dovuto al mito “Inaba no Shiro-usagi” nel quale un coniglio e Okuninushi-no-okami si aiutano a vicenda.





Sito Web
Canale Youtube Pagina Facebook Pagina Instagram

Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Izumo
http://www.izumooyashiro.or.jp/
https://www.chushikokuandtokyo.org/spot_26/?language=it
https://wow-j.com/en/Allguides/other/sightseeing/01054_en/#2
https://www.japan-guide.com/e/e5804.html
https://www.wikiwand.com/en/Izumo-taisha
https://www.chushikokuandtokyo.org/spot_26/?language=it
https://zekkeijapan.com/spot/index/163/?startSlide=4

Dispensina Katori Shinto Ryu (nuova edizione)

Ecco la nuova edizione di quella che usualmente chiamo Dispensina di Katori Shinto Ryu

Una doverosa ed importante annotazione: le arti marziali non si imparano da un video, una APP o un libro, tantomeno da una dispensa, men che meno da questa dispensa. Scrivo, colleziono e compongo questo libercolo con l’intento di fornire a me e ai miei compagni di pratica del materiale utile al ripasso e alla memorizzazione di quanto si fa o si dice nel dojo e degli esercizi che studiamo insieme.

Esercizi che vanno visti, provati, corretti, studiati, praticati, sudati nella pratica effettiva, continua e, sopratutto, seguendo le indicazioni e sotto lo sguardo esperto e attento di un insegnante qualificato.

Questa è la seconda revisione di una mia prima dispensa, alla quale ho aggiunto materiali “storici” (e sui quali ho studiato) che mi sono stati gentilmente forniti o indicati dai Maestri Carlo Faleschini, Alessandro Crizman, Fabio Bardanzellu e Gianfranco “Francone” Morstabilini con i quali ho avuto la fortuna, l’onore e il piacere di studiare e praticare.

Ho inoltre aggiunto altre informazioni generiche e comunque utili ed interessanti, un articolo sulla vestizione dell’armatura preso da questo stesso blog e due articoli del sito MuShinKan il primo riporta una piccola parte del libro TANREN del Maestro Fausto Pegoraro e l’altro che ne riporta un’altra parte, sempre piccola, da Takuan Sōhō – lo Zen e l’arte della
spada.

Errori: vi sarò grato se mi segnalerete quelli che trovate

Shinto Fushimi Inari Taisha – il Santuario di Inari a Fushimi



Fushimi Inari Taisha

è il principale santuario dedicato al kami Inari, situato a Fushimi-ku, a Kyōto in Giappone. Il santuario si trova alla base di una montagna chiamata anch’essa Inari, che è a 233 metri dal livello del mare e che comprende diversi sentieri verso altri santuari minori. i dice che ci siano 30.000 santuari di Inari in Giappone frequentati da persone di tutte le età, quello di Fushimi è il santuario a capo di tutti e ad esso tutti fanno riferimento.

Inari è innanzitutto il dio del riso, ma sin dai tempi antichi è stato visto come il patrono degli affari, e sia commercianti sia artigiani tradizionalmente venerano Inari. Tra i motivi per cui è celebre, ci sono le migliaia di torii rossi che si snodano formando percorsi lungo il santuario, ognuno dei torii al Fushimi Inari-taisha è stato donato da un’azienda giapponese.

Inariyama, la montagna sulla quale è sito il santuario, è il kamnabi, la residenza della divinità del Fushimi Inari Taisha. Inari Okami prese risiede sulla montagna dal primo giorno del Cavallo del secondo mese del 711, secondo zodiaco e calendario tradizionali nel 2011 c’è stato il 1300^ anniversario d questo evento.

Nei secoli successivi Inari Okami è stato venerato in quanto divinità che provvede le persone con cibo, vetiti e riparo, che supporta la vita e che reca gioia ed abbondanza. Il santuario ha il compito di proteggere Inariyama e diffondere la tradizione di promuovere la coesistenza armoniosa tra divinità, esseri umani e natura.

Il santuario divenne oggetto del mecenatismo imperiale durante la prima parte del Periodo Heian. Nel 965 l’Imperatore Murakami decretò che i messaggeri portassero dei resoconti scritti degli eventi importanti ai kami guardiani del Giappone. Questi heihaku si presentarono inizialmente a 16 santuari, tra cui anche il Fushimi Inari-taisha.

Dal 1871 al 1946, il santuario di Inari è stato ufficialmente designato uno dei Kanpei-taisha, ovvero si trovava nel primo rango dei santuari. Il santuario attira diversi milioni di fedeli per il Capodanno giapponese, nel 2006 la polizia ha dichiarato che per tre giorni furono presenti 2,69 milioni di persone, soprattutto dal Giappone occidentale.

I fedeli sono soliti acquistare un piccolo torii durante la loro visita al santuario su cui scrivere una preghiera o un semplice desiderio. Il torii viene poi appeso all’ingresso del santuario con la speranza che il dio Inari esaudisca i desideri.

Lungo i sentieri sono presenti molti ristoranti, nei quali è possibile gustare il Kitsune-udon, udon della volpe, che sarebbe il piatto preferito dei messaggeri del dio Inari: udon in brodo arricchito con pezzi di tofu fritto.

Torii ai piedi della montagna.

Le prime strutture sono state costruite nel 711 sulla collina Inariyama, nel sud-ovest di Kyoto, ma il santuario fu spostato nell’816 su richiesta del monaco Kūkai. La struttura principale del santuario è stata edificata nel 1499. Nella parte inferiore della collina ci sono la porta principale (rōmon o “porta torre”) ed il santuario principale (go-honden). Dietro ad essi, in mezzo alla montagna, il santuario interno (okumiya) è raggiungibile con un sentiero fiancheggiato da migliaia di torii. Sulla cima della montagna ci sono centinaia di cumuli per il culto privato.

Le volpi

Le volpi (kitsune), considerate messaggeri, si trovano spesso nei santuari di Inari. Un attributo ricorrente è la chiave (del deposito di riso) nella loro bocca. A differenza della maggior parte dei santuari scintoisti, il Fushimi Inari-taisha, in armonia con i tipici jinja di Inari, ha molte statue di volpi, che sono oggetto di venerazione.
La volpe in Giappone è una creatura sacra e misteriosa, capace di penetrare e di possedere gli esseri umani. Dopo il tramonto è quasi impossibile trovare dei giapponesi che si avventurino sotto le porte rosse di Fushimi Inari perché si crede che la volpe, calato il sole, possa lanciare dei malefici.





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Fonti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Fushimi_Inari-taisha

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https://www.sognandoilgiappone.com/kyoto/santuario-fushimi-inari-taisha/
https://www.marcotogni.it/fushimi-inari/

Giappone: i torii rossi del santuario di Fushimi Inari

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