RICORDANDO FABIO 18 E 19 MARZO 2017 (Mushinkan)

Carlo Hogaku Faleschini ha appena pubblicato un suo ricordo di Fabio, lo riprendo e segnalo qui su tantotantokeiko. Di mio pugno aggiungo solo “Fabio correremo per/con te, anche quest’anno con le spade in mano e a Carrè praticando insieme come abbiamo sempre fatto con te”


Carissimi

il 20 marzo dello scorso anno 2016 a poche decine di metri del traguardo della Stramilano agonistica lasciava la vita terrena Fabio Capello. Prima di quel giorno abbiamo condiviso la passione per le arti marziali, in particolare T. S. Katori Shinto Ryu (una scuola antica di armi) e gli insegnamenti del Maestro Franco Morstabilini sulla spada a partire da tale scuola e dall’aikido.
Quel giorno, se non avesse avuto la concomitanza con la gara per la quale era impegnato da tempo con il fratello, sarebbe stato con noi ad uno stage a Carrè (VC) come in ripetute altre occasioni precedenti. La foto che vedete sotto, scattata da Claudio, lo ritrae in una di queste occasioni l’anno precedente, in viaggio, seduto sulla mia auto e sullo sfondo, letteralmente, armi (la sacca delle armi lunghe di fianco) e bagagli.
Il Sindaco di Milano ha annunciato ufficialmente che correrà la Stramilano in memoria di Fabio, noi nel nostro piccolo gli abbiamo dedicato lo stage di Carrè che si svolgerà il prossimo 18 e 19 marzo. Certo la nostra iniziativa è microscopica rispetto l’altra ma sono sicuro che nel nostro piccolo ricordo esprimiamo un grande affetto per Fabio.
Spero che questo affetto lenisca il un po’ il dolore per la sua mancanza alla sua famiglia.

Pochi giorni dopo la morte di Fabio, Claudio condivise con gli amici la foto e le parole che riporto di seguito.
A me sono voluti alcuni mesi per esprimere i miei sentimenti e lo feci aggiungendo poche parole a quelle di Claudio (anche qui sotto) in occasione dell’incontro al dojo (dell’inizio di ottobre) in ricordo di mio figlio Matteo, morto a 34 anni nel 2008.


a Fabio
Siate cortesi fatemelo ricordare così. Provo disgusto a dire che era una bella persona. Perché lo era! Ma miseramente lo si dice di ognuno. Mai una polemica, mai un rancore, mai un risentimento. Unito al gruppo partecipava appieno ad ogni iniziativa, lo era insieme e da protagonista. Erano anni che condividevamo pratica e commenti sull’universo mondo rubati tra un katà e l’altro, prima della doccia, mentre ci cambiavamo, mentre si camminava verso l’osteria, anche prima di addormentarsi durante i numerosi stage al quale comunemente si partecipava. Con lui tutti uniti. Ricordo che settimana scorsa l’ho tormentato per l’indolenza del suo abbigliamento, gli avevo promesso nuove magliette e felpe. Più di una volta l’ho assillato che lui era il futuro, noi, oramai, eravamo datati e prossimi ad un decadimento senza ritorno, lui, diversamente, per età e per animo rappresentava il futuro. La differenza anagrafica mi ha permesso di accelerare nei consigli, utili e inutili.
Sei svanito senza nemmeno aspettare la primavera, a pochi metri dal traguardo. L’inferno polare delle mie convinzioni mi porta a credere che non ci incontreremo più, eppure mi manchi e non so cosa darei per vederti e incrociare i nostri boken. Non so se riuscirò più a praticare aikido.
Non so se siamo foglie sbandate da un vento improvviso, oppure se ad ognuno è dato il suo tempo, quel che rimane è un’inquietudine, un malessere che nemmeno uccide, un dolore sottile che ti striscia dentro. Un dispiacere che ti scava la carne e che ti lascia spossato. Ripartire è sempre più difficile.
Ho corso per anni, sentendo il cuore che mi sfondava il petto, e tu, mi lasci in questo modo effimero senza nemmeno aver percorso fino in fondo la tua primavera, senza aver potuto affrontare l’estate, senza goderti le grazie dell’autunno, per poi infine accomodarti accanto al focolare e sentire l’inverno battere alle imposte.
Che infame e grottesca è la vita, improvvisamente ad un bivio senza nemmeno poterci salutare. Che la terra ti sia lieve e che il tuo sorriso ci sia di monito, spero di non dimenticare la tua lezione.

Claudio


Difficile aggiungere delle altre parole dopo quelle molto belle scritte da Claudio, ma non mi tirerò indietro.
Fabio era proprio così disponibile, generoso, curioso, aperto e, ciliegina sulla torta, entusiasta di “praticare” con tutti. Entusiasmo estremamente raro di questi tempi anche tra i giovani. Spiego che nel gergo dei praticanti di arti marziali praticare si riferisce all’arte marziale, ma nel gergo di questo centro/dojo si riferisce a tutti gli aspetti di vita del centro: le dimostrazioni gli stage le feste i dibattiti con le discussioni rissose tra noi ecc. Alle volte, con tutto questo entusiasmo e disponibilità, mi pareva ingenuo, ma mi accorgevo subito che non era mai sciocco. Forse con il passare del tempo e della frequentazione avremmo scoperto in lui dei lati negativi e forse col passare del tempo le esperienze negative lo avrebbero “corrotto”. Bene ma Fabio fin che ha condiviso la pratica con noi è stato il primo compagno con il quale praticare, come insegnante è stato l’allievo che volevo avere (e aveva altri maestri ben prima di me), ma nella parte più intima e nascosta delle mie emozioni, il figlio che mi era venuto a mancare.

Carlo Hogaku

Shoji Sugiyama Sensei: addio al Samurai della pianura padana (by Aikime)

Ringrazio Marco Rubatto per aver acconsentito alla pubblicazione del suo saluto a Sugiyama Sensei, mancato di recente.

Non ho avuto la fortuna di conoscere personalmente Shoji Sugiyama, mi sarebbe piaciuto ma non si è presentata l’occasione, mi sarebbe piaciuto anche avendo avuto modo di conoscere e apprezzare alcuni (pochi) suoi allievi e, citando la Bibbia, “… Non c’è albero buono che faccia frutti cattivi, né albero cattivo che faccia frutti buoni. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto …”

Mi pare opportuno dare il saluto e fare le condoglianze ad allievi e familiari proponendovi il saluto nelle parole scelte da Marco e apprezzate da Simone (qui trovate l’articolo)

Interrompiamo la pubblicazione dei Post pianificati, per salutare come si deve un grande pioniere delle arti marziali torinesi, piemontesi, italiane… che ci ha lasciato lo scorso 3 marzo: Shoji Sugiyama Sensei, di cui molti nostri lettori sono stati affezionati allievi.

Nato a Shizuoka il 4 aprile 1933, aveva 84 anni.

Soltanto quindici giorni fa la FIJLKAM gli aveva tributato, con il 9º dan, un segno di piena e totale riconoscenza e nessuno, meglio dello stesso Maestro Sugiyama, è stato in grado di regalare con la stessa efficacia la sintesi della sua vita meravigliosa:

“Fu proprio mentre stavo risalendo la china e i dirigenti del Judo della mia regione nutrivano nuovamente speranze sul mio futuro agonistico che fui convocato dal Maestro Mochizuki. Continuava a ricevere inviti per andare ad insegnare all’estero, ma non poteva più aderire per problemi di lavoro e di famiglia.

Fu così che mi chiese (in Giappone equivaleva a un ordine) di andare in Francia per un paio d’anni a insegnar Judo e Aikido.
Per questo motivo mi promosse 6° dan di questa specialità.

Rimasi in Francia per circa un anno e mezzo, a Parigi e Versailles, ma di frequente mi recavo anche in varie località del paese per fare stage.

Nella primavera del 1959 mi recai anche sulla Costa Azzurra, a Cannes e a Nizza, dove un giorno per strada incontrai il mio nuovo destino, un giovane che si presentò: era Piercarlo Capelli, studente innamorato del Judo, che parlava un po’ di giapponese.

Mi invitò a Torino, una città che non avevo mai sentito nominare e che mi fece poi l’effetto di un “paesone”. Non era certo Parigi. Mi recai così a Torino per due settimane di stage e poi mi fu proposto anche di trasferirmi per un anno. Accettai.

La mia intenzione era di tornare a Parigi, che comunque esercitava su di me un certo fascino e poi via, in Giappone, a casa.

Dopo un anno di lavoro alla società Ginnastica Magenta però, i miei allievi non vollero lasciarmi ripartire, al punto che fondarono una palestra per me: Doyukai. Vi rimasi per quattro anni.

Poi mi resi indipendente e realizzai la mia palestra il Dojo Sugiyama Torino, e mi creai una famiglia, allietata dalla nascita da tre splendidi figli”

– Tratto dal libro “Sugiyama Shoji IL MAESTRO Genesi di un’Emozione” –

Sugiyama Sensei era un Maestro esperto di numerose discipline marziali, e basta scorrere brevemente il suo curriculum per rendersene conto di persona:

– 9° dan Aikido I.F.N.B.
– 8° dan Yoseikan Aikido
– 9° dan Judo FIJLKAM
– 7° dan Karate
– 6° dan Iaido

Egli inoltre ha ricoperto la carica di Presidente I.F.N.B. Italia e Europa, Vicepresidente I.F.N.B. Japan, Consulente di kata per l’Unione Europea di Judo (EJU), Docente Federale (FIJLKAM) di Kata, Responsabile di Kata Piemonte e Val d’Aosta.

Stiamo parlando di un Maestro che fu allievo diretto di Minoru Mochizuki (a sua volta uno degli allievi diretti dei Fondatori del Judo – Jigoro Kano – dell’Aikido – Morihei Ueshiba – e del Karate Shotokan – Gichin Funakoshi -)… quindi la sua figura va al di là degli interessi specifici di un singola disciplina, ma si colloca in un ambito generale di pionierismo, sulle arti marziali nel nostro Paese.

Qui a Torino, il luogo dal quale la Redazione di Aikime vi scrive fisicamente tutte le settimane, il Maestro Sugiyama era conosciutissimo e molti dei corsi di Judo, Aikido e Yoseikan Budo presenti sul territorio sono stati aperti negli anni dai suoi migliori allievi, divenuti a loro volta col tempo Insegnanti.

Abbiamo anche avuto la fortuna di conoscerlo di persona, anche se non di frequentarlo con regolarità.
La casa in cui ha vissuto per decenni si trova fisicamente ad un paio di km dal nostro Dojo!

Un Insegnante d’altri tempi, al quale tutti noi dobbiamo molto… per il suo coraggio di investire in attività che risultavano completamente sconosciute al suo arrivo in Italia.

La sua è stata una vera e propria missione, che ha fatto da apripista a molte delle attività che uno sprovveduto potrebbe dare per scontate… ma che non lo sono affatto.

Come abbiamo già detto, il Maestro si è spento pochi giorni fa a Torino: sentite condoglianze a tutta la famiglia Sugiyama ed ai suoi allievi più stretti

I funerali si svolgeranno, sempre a Torino, domani, martedì 7 marzo 2017.

La Camera ardente osserverà i seguenti orari: lunedì 6 (13-16) e martedì 7 (8-14.30) nell’Ospedale Giovanni Bosco (via Pergolesi, 30).

La Benedizione avverrà alle 15.25 nel Cimitero Monumentale di Torino (Corso Novara, 135).

Grazie di tutto e buon viaggio Sugiyama Sensei!

18 e 19 Marzo – Pratichiamo in amicizia a Carrè (VI)

L’associazione sportiva “Kyo Mizu Kan”

in collaborazione con i Dojo di Ronchi dei Legionari (GO) e Milano: Niten, Mushin Kan, Kasumi e Seishin Ryoku

organizza uno stage promozionale di Spada Giapponese della scuola

Tenshin Shōden Katori Shintō Ryu

come ogni anno lo spirito sarà “Pratichiamo in amicizia”

Lo stage sarà dedicato alla memoria dell’amico e compagno di pratica Fabio Cappello

stage coordinato dai Maestri (V Dan Menkyo Mokuroku)

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Sabato 18 marzo 2017 dalle 14.30 alle 18.30
Domenica 19 marzo 2017 dalle 9.30 alle 13.30

Presso la Palestra delle scuole Elementari
Via Compans – Carrè (VI)

Quota di partecipazione: 10 euro

Per informazioni:
Alarico Guzzonato (VI): 340 6894805 – alaricoguzzonato@yahoo.it
Alessandro Crizman (GO – TS): 345 8631130 – niten@libero.it
Carlo Faleschini (MI): 349 2673331 – carlo.hogaku@gmail.com

Lo stage è aperto a tutti i praticanti di tutte le Federazioni e Associazioni, purché in regola con le rispettive assicurazioni

Sarà formato un gruppo per neofiti diretto e assistito da idonei istruttori

Stage patrocinato da

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LA TEORIA DEI CINQUE ELEMENTI (Sibilla Mannarelli)

Copio e incollo dal blog di Sibilla e Massimo Balkan Mannarelli, questa volta ho chiesto il permesso di pubblicare e ne siamo reciprocamente lieti.

Pagina originale

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La teoria dei cinque elementi è descritta nei minimi dettagli particolari nel Nei Ching, un testo che risale al 400 a.C. ma secondo alcuni ha più di 4000 anni. Coloro che seguono tale teoria classificano ogni cosa di questo mondo riconducendolo a cinque elementi primari che rappresentano cinque stadi di forze. La base di questa teoria risiede nel concetto dell’eterno gioco scambievole dello Ying e Yang, perché nell’alternarsi di questi due opposti complementari, nasce sempre una nuova entità.

I cinque elementi presi in considerazione sono legno, fuoco, terra, metallo e acqua. Questi elementi, nell’ordine elencato, costituiscono un ciclo intero.
Il ciclo che si intende è inesauribile e in continuo movimento. Per fare un semplice esempio prendiamo in prestito le quattro stagioni annuali. La primavera è identificabile nell’elemento legno, espressione di nascita e di vita.

L’estate, successiva alla primavera si identifica nel fuoco, elemento contraddistinto dalla forza, dalla piena espressione energetica. Arriva dunque l’autunno che viene identificato nel metallo, elemento che rappresenta un momento di pace in cui si raccolgono le energie e ci si prepara ad un periodo inerziale. Infine arriva l’inverno in cui prevale l’elemento acqua e che porta un periodo di inattività e rappresenta fine del ciclo delle stagioni. L’elemento terra rappresenta il “luogo” dove le stagioni prendono forma oltre a manifestarsi durante il periodo di transizione e trasformazione delle stagioni stesse.

I cinque elementi presentano un ciclo di generazione e un ciclo di distruzione. Questi due cicli (dualità) in contrapposizione fra loro permettono un corretto equilibrio fra gli elementi impedendo che qualcuno di essi prevalga portando disequilibrio.

Il ciclo di generazione è quello che nutre e sostenta l’elemento successivo affinché possa continuare a esistere e manifestarsi. Ecco dunque che il legno genera il fuoco che a sua volta, trasformando il legno in cenere genera la terra. Dalla terra si può estrarre il metallo, la liquefazione di quest’ultimo genera l’acqua che a sua volta nutrirà il legno ricominciando il ciclo.

Ogni elemento dunque viene generato e nutrito dal suo predecessore e si occupa di generare e nutrire quello successivo. Ciò significa che una disarmonia di un elemento si trasmette a quello successivo e tale fenomeno è conosciuto come “Legge Madre-Figlio” per cui il sintomo si manifesterà nel figlio ma la radice del problema, se veramente lo si vuole risolvere, sta nella causa che si deve ricercare nell’Elemento Madre.

Il Ciclo di Controllo rappresenta le forze con funzione di contrappeso per controllare il Ciclo Creativo. Anche in questo caso, alcune semplici analogie possono facilitarne la comprensione. Un elemento controlla non l’elemento successivo (del quale è generatore) ma l’elemento ancora successivo (“Legge Nonno-Nipote”). Dunque il legno controlla terra (la stabilizza), la terra controlla l’acqua (la contiene), l’acqua controlla il fuoco (lo spegne), il fuoco controlla il metallo (lo fonde) e a sua volta il metallo controlla il legno (lo taglia).

Secondo tale teoria, quindi, conoscere le caratteristiche di ogni elemento e saperle riconoscere nelle persone, dà la possibilità di vedere lo squilibrio prima che questo si manifesti.

Energia Acqua.

Questo momento solo apparentemente statico e in attesa corrisponde alla morte e alla vita prenatale, all’inverno, al clima freddo, alla notte, al colore nero/blu al nord.
L’acqua nel suo stato naturale può essere descritta come energia fluttuante o dissolvente.
L’acqua è fluida e fluisce. L’acqua cerca il livello più basso. A riposo l’acqua è livellata. L’acqua è un mezzo: le cose si dissolvono in essa, vi sprofondano o vi galleggiano sopra. L’acqua assume la forma del suo contenitore. L’acqua può essere anche stagnante e putrida. Ma l’acqua è anche forza, impeto, scava in profondità, ha direzione, travolge e distrugge.

Perciò una persona che ha un’energia in equilibrio con acqua presenta tutte queste caratteristiche: impeto, forza, adattabilità, coraggio, profondità, resistenza, stimolo, motivazione, volontà, senso di continuità, capacità di “andare a fondo delle cose”, sapere cosa si vuole veramente.
In una persona invece con l’energia acqua non in equilibrio queste caratteristiche diventeranno l’opposto e cioè paura, incertezza del futuro, difficoltà a partire, assenza di obiettivi e spirito di iniziativa,  superficialità, esitazione, timidezza, eccessiva prudenza.
Il suono dell’acqua è il lamento (una voce che si scusa sempre), l’odore è il putrido, il sapore è il salato.

Ossa, midollo osseo, denti, capelli, orecchie, organi riproduttivi sono le parti del corpo influenzate dall’energia acqua; ma anche il sistema renale e ormonale (a cui infatti in inverno bisogna prestare particolare attenzione e cura anche nella propria pratica yoga).
I vegetali di questo elemento crescono sotto il livello del suolo e in inverno: sono radici come la bardana, le carote, ecc.. Il cereale  è il grano saraceno poichè sviluppa tante calorie in pochissimo tempo. I legumi in generale rafforzano i reni, soprattutto quelli che ricordano la loro forma (fagioli azuki).

Legno.
L’energia che nella fase acqua aveva cominciato a muoversi, nel legno prende decisamente una direzione, una spinta verso l’alto. L’albero simbolizza la vegetazione. Ha una tendenza generale a crescere verso l’alto e verso l’esterno. Pertanto ascensione ed espansione sono le qualità fondamentali di questa energia.

Gli alberi sono simboli di crescita, crescono verso l’alto, fanno rami e fioriscono. Benché gli alberi e la vegetazione crescano rapidamente all’inizio e in primavera, in complesso danno l’idea di una crescita continua, uniforme e controllata. Benché fermamente radicati a terra, sono elastici e si inclinano a seconda del vento; sono forti e flessibili. I rami non si rompono facilmente, solo quando sono secchi o subiscono una pressione eccessiva. Quando muoiono, gli alberi diventano rigidi, poi si decompongono in un processo di fermentazione. La vegetazione che fermenta ha un gusto acido. Gli alberi sono indipendenti uno dall’altro, ma in un ambiente naturale specie diverse vivono in armonia. Gli alberi hanno bisogno della terra come base e nutrimento. Oltre naturalmente all’acqua. Gli alberi possono essere distrutti dal fuoco, specialmente se diventano troppo secchi.

Riassumendo alcune caratteristiche di questa energia troviamo: armonia, flessibilità, calma, riparo, radicamento, profondità, coraggio, imparzialità, forza, ordine e decisionalità. Sul piano psicologico questa Energia corrisponde alla capacità di prendere decisioni.

Se l’Energia è sana siamo nella situazione di poter prendere decisioni di poca o grande importanza, rapidamente e senza tentennamenti. Una persona con l’energia legno in equilibrio quindi sarà un individuo coraggioso, imparziale, preciso, paziente, disciplinato, tranquillo, controllato, puntuale ed ottimo organizzatore.Ma se questa energia è in squilibrio la persona sarà irascibile, impaziente, con la mania dell’ordine, organizzata e programmata senza possibilità di uscire dai suoi schemi, rigida.
 
… continua (spero) …

Mezzago – Regaliamo un Sorriso

Segnalo questa iniziativa di cui sono venuto da poco a conoscenza:

Stage di karate organizzato da Karate Sankukai Mezzago del M° Baratelli Ferruccio in collaborazione con il M° Defendi Alfredo e con il Comune di Mezzago il ricavato verrà completamente devoluto in favore delle popolazioni terremotate.

Domenica 20 novembre dalle ore 9:00 alle ore 12:00

Via Stefano Biffi, 20883 Mezzago MB, Italia

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Documentario sulla perparazione della katana

“Katana Kaji – Post WWII Japanese Swordsmith Documentary” si intiola così e lo ho trovato sul canale Tamahagane Arts di youtube.

la descrizione recita “This video features a post WWII Japanese setting in the life of a sword smith who eventually became recognized as a living national treasure. The work today bares incredible resemblance to the shop settings for Japanese sword smiths today.”

Che potrebbe essere tradotto spannometricamente come “Questo video presenta una ricostruzione successiva alla II Guerra Mondiale della vita di un preparatore di spade che sarà successivamente riconosciuto come tesoro nazionale vivente. Il lavoro mostra una straordinaria somiglianza alla modalità di lavoro dei preparatori di spade dei giorni nostri”

A me pare ben fatto, essenziale, chiaro e presenta semplicemente le varie fasi di lavoro. L’inglese è “americano” (sotto si sente il parlato in giapponese) tutto sommato chiaro e senza fronzoli.

PS: se mettete i sottotitoli in inglese rischiate di vedere il pasticcio dell’audio to text e di farvi un paio di risate 🙂

Dimostrazione Spada Giapponese al Globo (Busnago MB)

La Dynamic Center di Trezzo d’Adda ci ha chiesto di partecipare ad una dimostrazione presso il centro commerciale il Globo a Busnago. Abbiamo aderito volentieri e con piacere.

Qui di seguito trovate alcune foto ed un filmato della parte di iaijutsu
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Video Iaijustu

La Dynamic Center è in Via Trento e Trieste 26/A a Trezzo Sull’Adda
il sito è www.dynamiccentersport.it
la mail è info@dynamiccentersport.it
la pagina www.facebook.com/dynamiccentersport

il telefono è 02.94760342 oppure 3405019887